Ianni: «Nell’ultima partita ci tirarono contro di tutto»

15 Ottobre 2022

L’AQUILA. C’era anche il 18enne Maurizio Ianni l’8 novembre 1992 al Pallozzi per la gara di “quarta serie” Sulmona-L’Aquila. Il difensore centrale, nato il 14-3-1974, era tra i convocati e sedeva in...

L’AQUILA. C’era anche il 18enne Maurizio Ianni l’8 novembre 1992 al Pallozzi per la gara di “quarta serie” Sulmona-L’Aquila. Il difensore centrale, nato il 14-3-1974, era tra i convocati e sedeva in panchina assieme al compagno di squadra Fabio Di Venanzio, anche lui aquilano. Dell’annata del ’74, curata dal settore giovanile dell’allora presidente Valdo Cherubini, Ianni è stato uno dei pochi giocatori aquilani che è riuscito, nella propria città, ad arrivare in prima squadra; nell’arco di oltre trent’anni nel calcio rossoblù ha dato il cuore all’Aquila calcio nei ruoli di giocatore, allenatore e direttore tecnico. Oggi Maurizio Ianni è presidente e direttore tecnico della società L’Aquila Soccer School, ed è anche un allenatore professionista Uefa A , unico nel territorio, e si occupa prevalentemente di far crescere i giovani giocatori. Per Ianni, oggi 48enne, il ricordo della gara di serie D di trent’anni fa è ancora vivo. «Ricordo benissimo quella partita», esordisce. «Eravamo inseriti nel girone di Cnd composto allora da squadre provenienti da Abruzzo, Lazio e Sardegna. Ricordo bene la partita perché era un derby e lo stadio era stracolmo. La partita fu molto maschia, nessuna delle due squadre ci stava a perdere. La nostra panchina era sotto la tribuna del Sulmona e ci pioveva addosso di tutto. La gara fu molto emozionante. Dall’altra parte, a difendere la porta del Sulmona, c’era Marco Onesti, che oggi vive a Paganica. Con Onesti abbiamo vinto il campionato ’97-’98 in rossoblù con i fratelli Sanderra (promozione nei professionisti)». Sulla rivalità tra le due squadre, maggiormente accentuata in quegli anni, Ianni precisa. «I derby erano più accesi. Quelli con Sulmona, Avezzano, Celano i più sentiti. I derby all’epoca erano seguitissimi, con presenze molto più numerose allo stadio. Le partite erano belle accese. Sbloccammo la sfida su rigore, poi fummo ripresi due volte», aggiunge. «In squadra c’era Francesco Montarani, un giocatore di serie superiore: era molto forte e si vedeva. Il mister allora era Massimiliano Cherri, oggi un rappresentante dell’Aic, Associazione italiana calciatori». Ianni, negli anni Novanta, assieme all’allora inseparabile Fabio Di Venanzio, entrambi classe ’74, rispondeva alle convocazioni con la rappresentativa Azzurra U18. «A quei tempi venivo dall’esperienza di prima squadra, con 21 presenze, con mister Leo Acori», precisa, «nella stagione ’91-92, in cui perdemmo lo spareggio finale per andare in C. Spesso venivo convocato con Di Venanzio in Under 18. Lui ora vive ad Ascoli, si è trasferito per motivi di famiglia, e si occupa di una scuola calcio. Non c’è il rapporto di prima; ci siamo rivisti in qualche partita amarcord. Io e Fabio siamo stati tra i pochissimi aquilani a giocare in prima squadra». Sul big match della settima giornata in programma domani al Pallozzi Ianni conclude: «Sarà molto importante per la classifica. Le due squadre hanno un organico di spessore. L’Aquila presenta individualità di categoria superiore e nel Sulmona spiccano Bisegna, Pendenza, dei giocatori che possono fare la differenza per la categoria. Sarà una bella partita».
©RIPRODUZIONE RISERVATA