Igino Chiuchiarelli promosso direttore: protesta dei 5 Stelle

29 Luglio 2021

ROCCA DI MEZZO. È Igino Chiuchiarelli il nuovo direttore del Parco regionale Sirente Velino. A maggio del 2018 era stato nominato commissario straordinario con un decreto del presidente della giunta...

ROCCA DI MEZZO. È Igino Chiuchiarelli il nuovo direttore del Parco regionale Sirente Velino. A maggio del 2018 era stato nominato commissario straordinario con un decreto del presidente della giunta regionale, Marco Marsilio. Un compito che avrebbe dovuto mantenere fino all’approvazione della nuova legge di riordino dell’Ente ed al successivo insediamento dei nuovi organi.
Una nomina che arriva nonostante l’impugnativa del testo da parte del governo che contesta il taglio di diversi di ettari di territorio. Chiuchiarelli, 55 anni, dottore Agronomo, originario e residente a Ovindoli, già responsabile dell’Ufficio parchi e riserve, programmi comunitari del servizio governo del territorio, beni ambientali, aree protette e paesaggio della Regione Abruzzo. Due anni fa la nomina a commissario si è resa necessaria a seguito delle dimissioni del precedente commissario, Annabella Pace. Chiuchiarelli ha finora incentrato il suo mandato sul rilancio del ruolo istituzionale del Parco, pur essendo consapevole delle insufficienti risorse di cui lo stesso attualmente dispone. Una nomina che ora diviene definitiva ma che allo stesso tempo viene contestata dagli ambienti ambientalisti e dalle associazioni che si occupano della difesa del territorio e dell’ambiente naturale.
Il consigliere regionale Giorgio Fedele (M5s) giudica la scelta di Chiuchiarelli «pessima e che fa il paio con l’infelice nomina a presidente di Francesco D’Amore, altro grande fan e, probabilmente, ideatore della legge voluta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia ai danni del territorio. Si confermano alla guida del Parco», aggiunge Fedele, «proprio coloro che hanno lavorato per la sua deturpazione. Inoltre, quest’ultima nomina arriva nonostante la formale impugnativa del testo da parte del governo che contesta il taglio di migliaia di ettari, portato avanti senza alcuno studio delle aree e che va in contrasto con la normativa europea sulla salvaguardia degli habitat delle specie a rischio, maggiormente dell’orso bruno marsicano». (p.g.)
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