«Il 20% di chi chiede aiuto ha problemi in famiglia»

28 Novembre 2017

SULMONA. Il 20 per cento delle richieste di aiuto alla Caritas diocesana arriva da persone con problemi familiari. Sono le difficoltà vissute tra le mura domestiche e le coppie divise a determinare...

SULMONA. Il 20 per cento delle richieste di aiuto alla Caritas diocesana arriva da persone con problemi familiari. Sono le difficoltà vissute tra le mura domestiche e le coppie divise a determinare anche i problemi economici di chi già vive in situazioni di precarietà. Il dato rappresenta il doppio della media nazionale, dove la percentuale si ferma al dieci per cento. In linea con il trend nazionale, invece, le richieste che fanno riferimento al pagamento delle utenze e delle tasse arretrate. I dati li ha esposti Walter Nanni, responsabile del Centro studi della Caritas, nel corso del convegno che ha chiuso ieri le iniziative dedicate alla Giornata mondiale contro la povertà. “Dall’assistenza all’inclusione. Sfida per cambiare la storia e generare sviluppo”, è stato il tema dell’incontro, a cui hanno partecipato, oltre a Nanni, il direttore della Caritas Gianni Cruciani, Adalgisa Cocco in rappresentanza dell’Azione cattolica del centro storico e la senatrice Anna Maria Parente, che ha illustrato la carta “Rei” che entrerà in vigore dal primo gennaio, nonché la legge sul contrasto alla povertà.
Sono più di 30 i pasti caldi giornalieri serviti alla mensa della Caritas, aperta tutti i giorni a pranzo, in via di Porta Romana, è rimessa a nuovo a settembre. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che vivono in una condizione di disagio sociale non essendo abili al lavoro, o che lo hanno perso negli ultimi anni. Supera quota duemila il numero degli assistiti, 1.300 dei quali di Sulmona e dei paesi limitrofi. Persone che hanno difficoltà anche per pagare le bollette, l’affitto e le spese sanitarie. (f.p.)
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