Il 25 aprile con polemica: «Fermare i negazionisti»

Accuse di bivacco in piazza IX Martiri, Rifondazione replica agli esponenti di destra E a Cagnano la minoranza denuncia la mancata celebrazione della Liberazione
L’AQUILA. Non si placano le polemiche sulla manifestazione dello scorso 25 Aprile in piazza IX Martiri, per ricordare l’eccidio del settembre del 1943. A sollevare il polverone è stato in primis Michele Malafoglia (Fratelli d’Italia), portavoce comunale, che in una nota ha parlato di «decine di persone che, con la scusante di celebrare il 25 Aprile non solo hanno dato vita ad assembramenti incontrollati, ma hanno banchettato nell’area e addirittura sotto la lapide posta in memoria dei giovani uccisi per inseguire quella libertà che oggi viene calpestata senza alcun pudore da comportamenti irresponsabili». Una dichiarazione che aveva suscitato la reazione di rappresentanti del Pd e di Potere al popolo.
RIFONDAZIONE. Ieri, è intervenuta anche la segreteria provinciale di Rifondazione comunista: «Non c’è da stupirsi, appena se ne consideri la fonte, di alcune recenti dichiarazioni che mescolano in maniera imbarazzante Resistenza e pandemia. Una ricorrenza vissuta in serenità e partecipazione in un luogo evocativo come la piazza Nove Martiri, rispettando distanze e norme di sicurezza, non può che infastidire menti nostalgiche. Quanti, senza creare assembramenti, hanno partecipato alla giornata del 25 Aprile, sono la testimonianza di come gli anticorpi creati dalla Resistenza non sono andati perduti nemmeno nelle fasi più difficili della nostra storia. La giornata racconta di come l’antifascismo sia una risorsa indispensabile per fronteggiare ora e sempre il clima reazionario in cui siamo immersi. La celebrazione del 25 Aprile non può non infastidire quanti fanno del revisionismo e del negazionismo la loro bandiera». CAGNANO. Intanto, anche il gruppo consiliare di minoranza “Cagnemo Cagnano” del Comune di Cagnano Amiterno denuncia la mancata celebrazione della Liberazione. Secondo il gruppo, infatti, «non c’è stato nessun manifesto, nessun messaggio della giunta, né una cerimonia pubblica. Nulla è apparso nemmeno sul sito istituzionale del Comune. Solo uno sterile comunicato su Facebook» concludono gli esponenti di minoranza. «I nostri monumenti, sommersi dall’erba alta, sono dimenticati, come la storia. Bastava una piccola rappresentanza istituzionale e una corona o forse, bastava tagliare l’erba. È un fatto gravissimo che non può passare in silenzio, perché i valori della Resistenza hanno un significato culturale e politico importantissimo per tutti, forse un po’ meno per il sindaco e la sua maggioranza».
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