«Il 5G è un’opportunità di crescita»

12 Aprile 2019

Bisegna (Fim-Cisl) replica ai sindaci della Valle Roveto contrari all’esperimento

CAPISTRELLO. «Il 5G rappresenta un’opportunità di crescita e di sviluppo». Con queste parole irrompe nella discussione tutta marsicana Augusto Bisegna, componente della Fim-Cisl nazionale, il quale commenta positivamente la notizia che tra i 120 comuni selezionati per la sperimentazione ci sono anche Canistro, Morino e Civita d’Antino. Negli ultimi giorni, proprio il sindaco di Canistro, Angelo Di Paolo, e quello di Morino, Roberto D’Amico, avevano annunciato di non essere interessati all’arrivo del 5G chiarendo che i loro concittadini non erano delle “cavie” sulle quale poter testare queste nuove bande. Per Bisegna, invece, è una occasione da sfruttare al meglio.
«La sperimentazione che si sta facendo in alcune importanti città del nostro Paese», ha chiarito Bisegna, «a partire da Roma, Milano ma anche Bari e Matera e in decine di piccoli comuni italiani è da leggersi non nell’ottica di una sperimentazione sulle ricadute del 5G sulla salute della popolazione, sarebbe assurdo, ma si tratta di una sperimentazione delle applicazioni e degli sviluppi che questa tecnologia ha in molti ambiti che vanno dall’industria alla pubblica amministrazione. Il 5G è infatti è una delle undici tecnologie abilitanti per lo sviluppo, di quelli che gli esperti definiscono ecosistema 4.0, che permetterà integrazione di imprese, artigiani, servizi, mobilità, pubblica amministrazione, sanità, cittadini, enti, scuole, territori, in maniera più efficiente e veloce, non solo il 5G garantisce tempi di latenza bassissimi. E rappresenta una delle tecnologie abilitanti per lo sviluppo della manifattura 4.0». Secondo il sindacalista della Fim Cisl, quindi, sarebbe cosa buona «cogliere le opportunità di questa tecnologia, specie per aree dell’entroterra come la nostra che anno, dopo anno, si spopolano, dove l’economia e con essa il sistema produttivo industriale, artigianale e commerciale ma anche agro-pastorale arrancano e dove il turismo resta marginale rispetto al potenziale che potrebbe esprimere, è semplicemente assurdo. Il vero rischio da considerare, che a quanto pare la politica della Marsica ignora, è legato al ritardo nell’implementazione del 5G avrebbe per il Paese e ancor di più per un’area, come la provincia aquilana, dove le imprese e l’economia in generale arrancano».
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