Il 6 aprile i commercianti vogliono aprire i negozi

30 Marzo 2021

Nurzia rispetterà le due ore di stop, gli aderenti Conflavoro decideranno giovedì In alcuni prevale ancora l’incertezza, ma la maggioranza pare orientata per il sì

L’AQUILA. Verrà ufficializzato oggi il programma delle commemorazioni del 12° anniversario del terremoto. Anche quello di quest’anno sarà, giocoforza, un programma ridotto al minimo per via delle misure restrittive dovute alla pandemia. I dettagli sono stati definiti ieri in una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dalla prefettura. Per il secondo anno consecutivo non si terrà la fiaccolata della memoria, il momento di partecipazione più sentito dalla cittadinanza. Quanto al resto, lo schema dovrebbe essere, grosso modo, quello dell’anno scorso: una scarna cerimonia, presenziata dal sindaco, dal prefetto Cinzia Torraco e da un rappresentante dei comuni del cratere, che si svolgerà a piazza Duomo a cavallo tra il 5 e il 6 aprile e, a seguire, una messa del cardinale arcivescovo Giuseppe Petrocchi. Il tutto si svolgerà rigorosamente senza pubblico, ma quasi certamente, come un anno fa, sarà trasmesso in diretta sui profili social istituzionali del Comune. Dovrebbe essere ripetuta l’accensione del fascio di luce verticale mentre sarà confermata sicuramente l’iniziativa “Accendi la tua luce”, l’invito a illuminare i balconi e le finestre delle case con candele o anche con gli schermi degli smartphone in ricordo delle vittime del sisma.
GIORNATA DI LUTTO. Non è ancora stata pubblicata l’ordinanza sindacale che proclamerà, come avviene dal 2010, una giornata di lutto cittadino per il 6 aprile. Come anticipato dal Centro, il provvedimento conterrà l’obbligo di esporre a mezz’asta le bandiere sugli edifici pubblici, ma non imporrà nessuna chiusura delle attività commerciali, anche in considerazione delle difficoltà che queste stanno avendo a causa della pandemia. Negozi e imprese, attività artigianali e altre organizzazioni pubbliche e private, con l’esclusione dei servizi indispensabili e obbligatori, saranno solo “invitati” a sospendere l’attività lavorativa, nella mattinata di martedì, fino alle 11.
LE REAZIONI. La scelta dell’amministrazione di non far chiudere i negozi è stata criticata dai parenti delle vittime, che avrebbero gradito, invece, che venisse imposto uno stop, anche di qualche ora.
I COMMERCIANTI. «Chiudere le attività come quelle del mio settore, che alla fine svolgono anche un servizio», dice Michele Morelli, titolare di un bar/gelateria/alimentari a piazza Duomo, «non mi sembra una cosa giusta, a prescindere dal Covid. Lo dico nel massimo rispetto delle vittime e dei loro familiari. Come in passato, rimarremo aperti con alcune accortezze, come spegnere la musica o non servire gli aperitivi». «Faremo quello che abbiamo fatto anche gli altri anni, ovvero raccogliere l’invito a sospendere l’attività per due ore. Ma per il resto della giornata saremo aperti», dice Natalia Nurzia. «Noi saremo aperti», annuncia Federica “Tofina” Beniamino, proprietaria di un negozio d’abbigliamento su via Castello. «Questo non vuol dire non rispettare il lutto, che ognuno deve sentirsi libero di vivere e portare come desidera». «Di chiusure ce ne sono state fin troppe», osserva Amarula Alikaj, proprietaria di un bar a piazza Palazzo. «Nel massimo rispetto delle vittime e delle loro famiglie, anche noi rimarremo aperti», dice Giuliano Cervelli, titolare di una libreria in via Castello. «Ben venga la chiusura per due ore, ma chiudere completamente un’attività commerciale senza una specifica ordinanza, in un momento molto difficile come quello che stiamo attraversando, è problematico», dice Raffaele Panarelli. C’è anche chi non ha ancora deciso. «Non ci ho ancora pensato», dice Peppe Colaneri, da poco tornato, con il suo storico negozio, in corso Vittorio Emanuele. «Deciderò anche in base a quello che faranno gli altri commercianti». Anche le attività associate alla Conflavoro L’Aquila valuteranno dei prossimi giorni: «Ne parleremo e prenderemo una decisione giovedì», dice il presidente dell’associazione sindacale Ugo Mastropietro.
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