Il Cai: «Niente prevenzione e incendi già dimenticati»

13 Aprile 2018

Le guide del Club alpino al lavoro per sistemare la segnaletica lungo i sentieri Ma avvertono: sul Morrone via vai di mezzi e linee tagliafuoco usate come strade

SULMONA. Strisce tagliafuoco utilizzate come strade, vegetazione sui sentieri e fuoristrada che salgono e scendono indisturbati dalla montagna. A pochi mesi trascorsi dagli incendi sul monte Morrone è questa la situazione che hanno trovato in quota i volontari del Cai. Le guide della sezione sulmonese del Club alpino italiano hanno ripreso dal fine settimana scorso la manutenzione e il controllo della segnaletica sui sentieri di montagna devastati dagli incendi, in collaborazione coi colleghi di Vasto.
«La natura ha ripreso il suo corso e già un luminoso manto erboso è visibile sotto i tronchi anneriti», affermano i volontari del Cai. «Nei punti più ripidi la pioggia ha segnato il terreno con profonde incisioni. Mentre stiamo facendo un sopralluogo, un fuoristrada sale indisturbato lungo la strada bianca. Dopo le tante polemiche ora tutto tace, la montagna e i suoi boschi sono tornati ad essere l’ultimo problema. La circolazione sulle strade di montagna continua ad essere libera, nonostante la legge regionale numero 3 del 2014 obblighi la regolamentazione, con le linee tagliafuoco che sono diventate strade di percorrenza».
Da qui l’appello alle istituzioni a programmare una reale opera di prevenzione degli incendi, un’emergenza finita già nel dimenticatoio.
«Va messa in campo una efficace opera di prevenzione degli incendi», aggiunge il Cai. «Chiediamo che i volontari non debbano acquistare la vernice per effettuare la segnaletica bianca e rossa lungo i sentieri, perché già svolgono il loro lavoro senza alcun rimborso e in maniera disinteressata, grazie alla passione e alla voglia che li contraddistingue s di garantire in sicurezza la fruibilità delle nostre montagne a tutti i frequentatori».
L’invito arriva alla vigilia dell’avvio della stagione estiva in cui aumenta il numero di escursionisti e appassionati della montagna che senza i segnali bianchi e rossi del Cai non riuscirebbero ad orientarsi. Sono stati più di 5mila gli ettari bruciati e molti i milioni di euro spesi per spegnere le fiamme divampate per circa un mese.
Nelle aree interessate hanno operato vigili del fuoco, carabinieri, polizia, volontari della protezione civile ed esercito. A settembre erano ancora attivi incendi nelle zone di Sulmona-Morrone (430 ettari), Pacentro-Passo San Leonardo (400 ettari), Secinaro (30 ettari), Prezza-Goriano Sicoli-Raiano (cinquanta ettari).
Per fronteggiare gli incendi sono stati impiegati un super-elicottero Erickson, 5 Canadair, due elicotteri dei vigili del fuoco e un altro specializzato, contrattualizzato dalla Regione, che hanno sganciato in media un milione di litri di acqua al giorno.(f.p.)
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