Il Cam vince il duello con Enel Scongiurati maxi-risarcimenti
AVEZZANO. «Scongiurato l’assalto multimilionario dell’Enel alle casse del Cam, e di molti enti abruzzesi e laziali, per il prelievo di acqua, dalle sorgente del Liri e del lago del Salto, destinata...
AVEZZANO. «Scongiurato l’assalto multimilionario dell’Enel alle casse del Cam, e di molti enti abruzzesi e laziali, per il prelievo di acqua, dalle sorgente del Liri e del lago del Salto, destinata al consumo umano». Questo il commento alla sentenza dei vertici del Cam. A quasi venti anni di distanza, i giudici della Suprema corte hanno messo la parola fine alle richieste risarcitorie di Enel in danno del Consorzio acquedottistico marsicano (e degli altri), subentrato nella gestione del ciclo idrico all’ex Casmez dal gennaio 1989. Sentenza storica e non solo per la durata della controversia legale segnata da ben 10 sentenze, ma anche per la decisione finale sfavorevole all’Enel che, molti anni fa, aveva vinto la causa contro l’ex Cassa del Mezzogiorno chiamata a pagare l’indennizzo fino al gennaio 1989. Per gli anni successivi al 1988 l’Enel chiamò in causa il Cam, difeso dall’avvocato Giorgio Sucapane, con atto di citazione risalente al 1996. Anni dopo, in prima istanza, il Tribunale delle acque stabilì un danno complessivo di circa 25 miliardi di lire successivamente convertiti, previa rivalutazione e aggiunta di altri anni nel frattempo trascorsi, in 25 milioni di euro. «La Cassazione», precisano i dirigenti del Cam, «su parere conforme del procuratore generale ha stoppato le pretese risarcitorie di Enel facendo tirare un sospiro di sollievo a Cam, le Regioni Abruzzo e Lazio, e numerosi Comuni».

