Il capo della Polizia: «All’Aquila daremo sicurezza e vicinanza»

Il prefetto Giannini riceve l’onorificenza del consiglio comunale dalle mani del sindaco Biondi «Un grande onore, per questa città così importante gli italiani hanno dato il meglio nel sisma 2009»
L’AQUILA. «Per l’impegno instancabile a fianco dei cittadini, per l’encomiabile sacrificio quotidiano per la sicurezza della gente, per il coraggio sempre dimostrato con sprezzo del pericolo». Sono le motivazioni con cui il consiglio comunale dell’Aquila ha conferito, lo scorso 27 maggio, la cittadinanza onoraria al corpo della Polizia di Stato. Ieri mattina, nell’Auditorium del Parco del Forte Spagnolo, davanti al consiglio riunito in seduta solenne, il sindaco Pierluigi Biondi e il presidente dell’assise civica Roberto Tinari hanno consegnato la pergamena contenente l’attestato direttamente nelle mani del prefetto Lamberto Giannini, capo della Polizia e direttore generale della Pubblica sicurezza.
LA CERIMONIA. Erano presenti, tra gli altri, il questore Gennaro Capoluongo (che proprio ieri ha salutato la città prima di andare a ricoprire il nuovo incarico di questore di Messina); il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio; il prefetto Cinzia Torraco; il presidente della Provincia Angelo Caruso.
«UN GRANDE ONORE». «Ricevo con profonda gratitudine e onore questo riconoscimento», ha detto Giannini. «È un momento molto importante, venendo qui ho sentito l’affetto di tutti gli abruzzesi nei confronti dell’istituzione. Per questa città, così importante, continueremo a garantire la massima vicinanza».
IL TERREMOTO. Il capo della Polizia ha ricordato, in particolare, l’impegno profuso dal corpo all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009: «All’epoca ero dirigente della Digos di Roma ed eravamo sul punto di iniziare una vasta operazione di controllo del territorio a cui avevamo lavorato per mesi. Quando ci fu la scossa, decidemmo di annullare tutto e di impiegare gli uomini mobilitati sull’Aquila. In quell’occasione non soltanto la polizia, ma tutte le forze dell’ordine e tutte le istituzioni diedero il meglio di sé».
TINARI. Anche Roberto Tinari ha voluto sottolineare «l’abnegazione delle donne e degli uomini della Polizia giunti all’Aquila fin dai momenti successivi al terremoto, per aiutare e portare conforto a una popolazione terrorizzata, smarrita e confusa». Tinari ha poi ricordato, commosso, anche Massimo Calvitti, assistente capo della polizia morto la notte del sisma nella sua casa di San Gregorio.
BIONDI. «La Polizia di Stato», ha detto Biondi nel suo discorso, «riveste dei ruoli straordinari nei confronti dei cittadini, proteggendo la loro sicurezza, vigilando ed educando alla legalità. Lo ha fatto in occasione del sisma del 6 aprile 2009, lo ha confermato con la sua assidua vigilanza sulla ricostruzione, ne ha dato un segno tangibile nella pandemia con iniziative di varia natura anche in collaborazione con l’amministrazione comunale, e lo ha dimostrato nella recente, brillante operazione per smantellare la cosiddetta mafia nigeriana. Una vicinanza molto significativa a una città che, per le sue vicissitudini, non è come le altre».
CAPOLUONGO. «La lotta alla criminalità non è una prerogativa unica della Polizia o delle Forze dell’Ordine in generale», ha affermato Capoluongo salutando le istituzioni e i cittadini, «ma acquista efficacia solo con una forte azione sinergica con le forze sociali di una comunità. Fin da quando sono arrivato all’Aquila ho intrapreso da subito dei percorsi aperti alla gente, in modo tale da accrescere la sua fiducia nei confronti della Polizia, ma anche per trarre dalla stessa gente elementi costruttivi per difendere la legalità».
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