Il carcere sempre più al collasso: sventato un tentativo di suicidio

Ancora caos nel penitenziario peligno per la grave carenza di personale: 60 agenti sono in malattia Un collaboratore di giustizia salvato in extremis dai poliziotti. Il nuovo padiglione atteso al collaudo
SULMONA. Ancora alta tensione nel carcere di massima sicurezza di Sulmona. Un collaboratore di giustizia di circa 40 anni, recluso nel penitenziario peligno, ha tentato di togliersi la vita con l’elastico degli slip. L’episodio – avvenuto nella tarda serata del 3 gennaio – ha richiamato l’attenzione sulle criticità della struttura, ormai al collasso. Infatti 60 agenti penitenziari sono in malattia e 30 risultano distaccati.
A mettere in salvo il 40enne sono stati gli agenti in servizio nel penitenziario che, conoscendo il profilo del detenuto non nuovo a tali episodi, hanno captato segnali sospetti e sono intervenuti prontamente riuscendo a scongiurare la tragedia. Il 40enne è stato bloccato in extremis e sottoposto ai controlli del caso in infermeria. Avendo rifiutato accertamenti più approfonditi in ospedale, è stato poi riaccompagnato nella sua cella. Lo scorso anno, sempre a gennaio, il collaboratore di giustizia aveva già tentato di togliersi la vita, arrivando anche ad allagare alcuni locali con un idrante per ben due volte. Se da un lato l’episodio mette in luce la professionalità della polizia penitenziaria, chiamata a fronteggiare anche le situazioni più difficili, dall’altro non si può far a meno di rilevare, così come sostengono alcune organizzazioni sindacali, la grave carenza di personale che continua a mettere in ginocchio il settore in uno dei carceri di massima sicurezza. Allo stato attuale, secondo i dati forniti dalla struttura, sono circa 135 i poliziotti operativi e disponibili alle turnazioni. La pianta organica ne prevede 257 ma alla struttura penitenziaria peligna sono assegnate solo 227 unità.
Di queste circa 60 sono attualmente in malattia e altre 30 risultano distaccate, di cui 23 al gruppo operativo mobile. A coordinare il personale operativo sono il direttore e il vice comandante che, come nel caso dell’altra sera, hanno agito con fermezza ed evitato il peggio. Una fotografia, non proprio rassicurante, che denota un quadro allarmante dal momento che la carenza di personale arriva ai massimi storici se si pensa che il 2024 sarà l’anno della messa in funzione del nuovo padiglione che attende, per il momento, il completamento delle operazioni di collaudo.
La nuova struttura potrebbe essere attivata già dalla prossima primavera ma sulla data manca ancora l’ufficialità. Tuttavia il nuovo blocco carcerario ospiterà tra i 198 e i 210 detenuti in più, facendo salire a quota 650 il dato della popolazione reclusa. Per questo il rapporto con l’organico risulta quanto mai sproporzionato, tenendo conto che si tratta di una struttura di massima sicurezza tra le più note d’Italia, vista la tipologia di detenuti da gestire.
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