Il caso di Dimitri a “Striscia la notizia”

Il centralinista ipovedente del carcere di Sulmona non può lavorare perché manca una pulsantiera
SULMONA. È finito su “Striscia la notizia” il caso di Dimitri Bernardi, l’ipovedente aquilano, impiegato nel penitenziario di Sulmona, impossibilitato a svolgere le sue mansioni di centralinista a causa della mancanza prima nel carcere, e poi con l’arrivo della pandemia, da casa, di una consolle. Dimitri, tra l’altro, si è messo in aspettativa per agevolare la soluzione del caso cui si è interessato ieri sera Riccardo Trombetta. L’animatore del programma di Canale 5 , dopo aver ripercorso la vicenda di Dimitri, ne ha evidenziato le contraddizioni. Da due anni, infatti, Dimitri ogni giorno prende il treno dall’Aquila per Sulmona dove, a bordo di un bus messo a disposizione solo nei mesi scorsi (perché prima non era prevista una corsa dallo scalo al carcere), raggiunge il penitenziario dove passa ore di lavoro seduto su una sedia in attesa della fine della giornata lavorativa. Con l’arrivo della pandemia, Dimitri ha chiesto di poter lavorare da casa, così come fanno in tanti come lui, ma ad oggi l’Amministrazione penitenziaria non ha risolto il problema. Grazie all’interessamento del sindacalista Uil Penitenziari, Mauro Nardella, Striscia la notizia è arrivata a interessarsi del caso. «Con il suo intervento sono convinto che molto si smuoverà riuscendo in quella che da due anni sembra essere un’autentica chimera», sottolinea Nardella. «Tuttavia, il mio più grande augurio è che a Dimitri sia consentito l’utilizzo dello smart working in quanto, al recupero della dignità persa per essere stato inascoltato, si assocerebbe quella dell’azzeramento delle difficoltà dettate dal tragitto quotidiano che è costretto a sobbarcarsi: cento chilometri al giorno di viaggio. Ringrazio, quindi Trombetta e tutto lo staff di “Striscia la notizia”». Si è appreso che anche la Regione vuole impegnarsi a risolvere il caso. (c.l.)
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