Il caso rifiuti finisce in Vigilanza

L’opposizione contesta l’operato del sindaco Di Pangrazio e del vice Di Berardino
AVEZZANO. Il caso rifiuti finisce in commissione vigilanza. Nella seduta di ieri pomeriggio, i consiglieri di opposizione Mario Babbo (presidente di commissione), Lorenza Panei, Goffredo Taddei, Stefano Lanciotti, Tiziano Genovesi e Alfredo Mascigrande hanno puntato il dito contro il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, e il suo vice, Domenico Di Berardino, “colpevoli” di non aver mediato sugli aumenti della Tari. Per l’opposizione era presenta anche Iride Cosimati. La figlia, Paola Ciciarelli, siede nel Consiglio di amministrazione di Aciam. In particolare la minoranza si chiede «perché, in occasione dell’assemblea Aciam del 21 dicembre 2021, quando venivano aumentate le tariffe, il vicesindaco Di Berardino, allora facente funzioni del sindaco sospeso, era assente. Come mai era assente anche quando veniva votata la delibera di giunta comunale numero 34 del 10 marzo 2023 che applicava un accantonamento dal fondo passività potenziali relativo agli aumenti Aciam per oltre 400mila euro riferibili all’anno 2022 e per 220mila euro riferibili all’anno 2023. Era, invece, assente il sindaco Di Pangrazio durante l’assemblea di Aciam del 9 marzo 2023. Ma non poteva non conoscere l’ulteriore aumento delle tariffe visto che il presidente Maurizio Bianchini è sua diretta emanazione. Perché il sindaco si è defilato e ha incaricato l’assessore al bilancio, Loreta Ruscio, a partecipare all’assemblea? Assessore che ha avuto la “felice intuizione” di astenersi dalla votazione Aciam», accusa il gruppo di minoranza, «passata con i voti delle altre parti. Forse, se Di Berardino e Di Pangrazio avessero partecipato alle assemblee, oggi non saremmo arrivati a tanto», accusano, «se alla naturale scadenza del contratto con Tekneko del luglio 2022 si fosse predisposto e portato a termine il nuovo bando di gara oggi non ci saremmo trovati nella necessità di fruire di proroghe che, seppur imposte dalla normativa dopo la creazione dell’Agir, potenzialmente possono porre l’ente in una condizione di svantaggio nei confronti di chi svolge il servizio. Se ci fosse stata più attenzione sul tema da parte dell’amministrazione, probabilmente non saremmo arrivati a dover ricorrere al tribunale con ulteriori costi per gli avezzanesi. Anche in questo caso», concludono i sei dell'opposizione, «la delibera del 6 giugno 2023, relativa alla promozione della causa contro Aciam, vede come grande assente il sindaco e come “fantasma” il suo vice».(f.d.m.)
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