Il caso-Testa all’esame della giunta: si discute la rimozione dall’incarico

12 Giugno 2021

Lunedì la riunione dell’esecutivo regionale per analizzare il dossier che accusa il direttore generale L’assessore Verì: «Stiamo valutando i disservizi che spesso si presentano, ma nulla è già deciso»

L’AQUILA. Si conoscerà probabilmente lunedì, giorno in cui tornerà a riunirsi la giunta regionale, il futuro del direttore generale dell’Asl, Roberto Testa. Per molti il destino del manager, nei confronti del quale l’esecutivo ha mosso una lunga serie di contestazioni, è segnato, anche se l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, nega che sia già stata presa una decisione. «Stiamo ancora facendo le nostre valutazioni ma non abbiamo ancora stabilito una data», ha affermato Verì. Aggiungendo però, subito dopo, che la giunta sta esaminando con particolare attenzione i «disservizi che spesso si presentano in questa Asl».
Parole che suonano quasi come un verdetto. La risoluzione anticipata del contratto di Testa troverebbe d’accordo tutta la maggioranza, all’interno della quale, ha sottolineato sempre Verì, «non ci sono frizioni, così come non esistono timori di un nuovo caso Mancini (il manager dell’Asl di Pescara il cui licenziamento deciso da Marsilio è stato giudicato illegittimo dalla magistratura, ndc). A noi interessa una sanità vicina ai cittadini».
Il procedimento che la Regione Abruzzo ha avviato a maggio nei confronti di Testa si basa, come detto, su un lungo elenco di criticità ravvisate nel modo in cui il direttore generale ha gestito l’Asl provinciale durante la pandemia. In particolare, a Testa vengono imputati «evidenti errori di programmazione nella campagna vaccinale», oltre a una «insufficiente capacità organizzativa per i test molecolari per la rilevazione del Covid», una «insufficiente capacità di contact tracing» dovuta anche al mancato «reclutamento delle risorse umane» che avrebbero reso impossibile attivare «posti letti programmati», e una «mancata vigilanza sul corretto monitoraggio della situazione epidemiologica».
La Regione contesta a Testa anche un «atteggiamento ostruzionistico e pretestuoso» nell’applicazione degli adempimenti da rendersi in attuazione dei provvedimenti programmatori regionali adottati», nonché «un’inerzia operativa nell’attuazione della rete Covid». L’ultima stoccata è arrivata pochi giorni fa, con i rilievi mossi sui dati sballati forniti dalla Asl nel corso della riunione dell’unità di crisi della scorsa settimana, quando erano stati conteggiati tra gli attualmente positivi casi risalenti all’estate scorsa.
Un pasticcio che Verì ha bollato come «fatto inaudito» e che la Asl – non per bocca di Testa, ma attraverso una replica affidata al direttore del Dipartimento prevenzione Domenico Pompei e al responsabile del Servizio igiene e salute pubblica, Enrico Giansante – ha successivamente minimizzato definendolo «un semplice errore di allineamento dei dati che non ha avuto conseguenze sul monitoraggio epidemiologico».
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