Il Celestino dimenticato: «Niente progetto e fondi»

11 Settembre 2022

Il presidente dell’Asp 1, Federico: «Il processo di ricostruzione è tutto da avviare» Presentate solo le schede per il finanziamento, ma il recupero è in alto mare

L’AQUILA. Nessun finanziamento, nessun progetto: per la struttura che ospitava il centro polifunzionale “Il Celestino”, in pieno centro storico, il tempo sembra essersi fermato al 2009. A fare il punto della situazione è Paolo Federico (nella foto), presidente dell’Asp1 (ex Ipab, proprietaria dell’immobile), all’indomani dell’appello di Floro Panti, del Centro internazionale di studi celestiniani. «Sono diventato presidente da circa un anno», spiega Federico. «Alla data di agosto dello scorso anno non era stato mosso un dito per la ricostruzione del patrimonio di questo Ente. Abbiamo ereditato una situazione spinosa: il processo di ricostruzione è tutto da avviare. Per il momento, abbiamo presentato le schede per la richiesta di finanziamento del Celestino, ma siamo ancora in attesa dei fondi da parte del Cipes». Si prospettano, dunque, tempi ancora molto lunghi prima che possa essere restituito alla città il centro polifunzionale, che inglobava anche la mensa di Celestino di via dei Giardini (attiva dal 2000), e che era stato ristrutturato nel 2007 dopo circa settant’anni di abbandono. Il complesso, che sorgeva nella sede dell’ex chiesa dei Barnabiti, risalente al XVII secolo, poteva vantare 80 posti a sedere in un piccolo teatro, oltre a due sale per complessivi altri 60 posti, sei stanze e relativi servizi. Nel 2009 venne devastato dal terremoto e da allora aspetta ancora di essere ricostruito. All’interno, infatti, la copertura è crollata distruggendo la “Sala Rossa” dell’ultimo piano e causando gravissimi danni agli altri livelli. «Purtroppo non è l’unica situazione del genere per quanto riguarda gli immobili di nostra proprietà», continua il presidente. «L’unico finanziamento certo (13 milioni) è quello per palazzo Marrelli, tra piazza Palazzo e via Sallustio, per cui è stato affidato l’incarico per la progettazione esecutiva». Tutte le altre proprietà dell’ex Ipab, invece, sembrano versare nel completo abbandono: un patrimonio importante tra palazzi, chiese ed ex conventi, che comprende tra l’altro un edificio in via della Misericordia, l’ex convento di San Bernardo in via XX Settembre, la chiesa dell’Annunziata vicina a palazzo Carli e la Concezione sotto i Portici.
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