Il Centro ricerca licenzia cinque dipendenti

18 Agosto 2018

L’amministratore: «Troppi debiti verso banche ed erario». Alcuni lavoratori decidono di pignorare

AVEZZANO. Cinque licenziamenti al Consorzio di ricerca unico d’Abruzzo (Crua), l’ex Crab di via Pertini ad Avezzano. La decisione è stata adottata dall’amministratore unico Rocco Micucci a causa della «situazione critica per debiti pregressi, verso l’erario, verso le banche e verso i dipendenti contratti dalle precedenti gestioni». In questo periodo le commesse e i piani di ricerca non prevedono l’impiego di tutte le risorse, in parte in sovrannumero.
Già lo scorso ottobre, poco dopo il suo insediamento Micucci, rendendosi conto della drammatica situazione debitoria del Crua, aveva aperto una procedura di licenziamento collettivo al fine di contenere i costi e trovare risorse per il rilancio. La trattativa si era conclusa con il sacrificio di una sola unità lavorativa, ma per il resto dei dipendenti una generalizzata riduzione dell’orario di lavoro. La Regione Abruzzo ha reso disponibile, solo a distanza di quasi un anno, una liquidità importante che doveva servire a tamponare le situazioni più gravi ed essere impiegata per le attività di ricerca. Alla grave situazione finanziaria pregressa, si è aggiunta l’azione di alcuni dipendenti che hanno scelto la strada dei pignoramenti invece che la via conciliativa proposta dall’amministratore e accettata dalla maggioranza dei lavoratori, con l’assistenza dei sindacati. Per far fronte alle spese correnti ma soprattutto ai mancati pagamenti di tasse, fornitori e stipendi risalenti addirittura fino al 2014 Micucci ha dovuto operare una ristrutturazione aziendale con conseguente riduzione del costo del lavoro.
«Anche al fine di evitare quello che è accaduto ad altri centri come il Cotir», sostiene l’amministratore unico, «una scelta obbligatoria da parte di chi gestisce soldi pubblici. Tant’è che era stata già annunciata ai soci in sede di approvazione del bilancio 2017, chiusosi anch’esso negativamente, seppure con una perdita dimezzata, come i precedenti che non erano stati neanche approvati da chi aveva amministrato in quei periodi. La ristrutturazione societaria inevitabile, permetterà di mantenere in funzione il Crua e metterlo nelle condizioni di un possibile rilancio, associando risorse indispensabili da parte della Regione Abruzzo per una ricerca pubblica e diffusibile con commesse da ricercare nel mondo imprenditoriale agricolo e con una valorizzazione del patrimonio immobiliare».
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