Il Centro rinnova il patto con i lettori

Inaugurata ieri pomeriggio la sede in viale Corrado IV Il direttore Tedeschini: vogliamo aprire una fase nuova
L’AQUILA. Il Centro della città, quello dove ci si incontra, si chiacchiera, si ascolta. Il Centro dei cittadini, il loro cuore e la loro pancia, le loro emozioni e le loro recriminazioni. Il Centro del terremoto, quello che c'è stato, che c’è ancora, quello che diventerà. Il Centro dei discorsi, degli eventi, della cultura, degli spettacoli. Il Centro della ricostruzione, che questa città attende da anni con ansia e che oggi più che mai è bramosa di vedere. Vuole essere tutto questo il Centro che ieri ha inaugurato la propria sede, tra una folla di gente, nonostante l’acqua torrenziale del pomeriggio. Una sede, in via Corrado IV, numero 50, che intende trasformarsi in una casa di vetro per i cittadini, prima di tutto, per le autorità, per chi crede che l’informazione sia «un presidio di democrazia» come lo ha definito ieri il presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti, Stefano Pallotta. Un presidio fatto da sei giornalisti (Domenico Ranieri, responsabile, Enrico Nardecchia, vice, Giustino Parisse, caporedattore, Marina Marinucci, Giampiero Giancarli e Roberto Raschiatore, redattori) e diversi collaboratori «grazie ad un ampliamento dell’organico che ha visto accogliere all’Aquila anche i colleghi di Avezzano» ha spiegato il direttore del giornale, Mauro Tedeschini. «Anche per questo è nato il bisogno di una redazione più ampia, dove si possa lavorare meglio anche a livello digitale. Con questa nuova sede vogliamo lasciare la fase di emergenza e aprire una fase nuova, dando maggiore spazio alla parte positiva della città, quella delle gru, dei cantieri, della ricostruzione spesso offuscata dal malaffare. Resteremo comunque vigili e proprio per questo vorremmo che la nostra redazione fosse una redazione molto vissuta, in cui fare incontri, partecipare a convegni, dove tutti possano essere ascoltati». Non hanno tardato a capirlo il sindaco, Massimo Cialente e la rettrice, Paola Inverardi, che davanti a un brindisi e a una fetta di torta sono rimasti a parlare fitto per diversi minuti. «Questa volta» ha sorriso lei «stiamo convergendo».
«Bello qui» ha aggiunto il sindaco «certo mi resterà nel cuore quella casetta di legno con la scritta verde che era una delle poche luci, in tutti sensi, accese all’interno della città subito dopo il terremoto». Presente anche l’arcivescovo, monsignor Giuseppe Petrocchi, che sembrava essere tornato in piazza, quella che, ha detto, «qui non c’è più. Il termine Centro ha molti significati» ha spiegato «ma quello che mi piace di più è mezzo, il mezzo della città, la piazza, come momento di incontro e scambio. Un luogo in cui si diventa un popolo. Se il processo di ricostruzione tardasse ulteriormente potremmo avere una perdita di aquilanità nelle nuove generazioni. Il Centro, il giornale, in questo senso, ha un compito importantissimo». Una nuova piazza, voluta dal gruppo Finegil-L’Espresso, a partire dal direttore editoriale Roberto Bernabò, che ieri sera ha voluto sottolineare «l’attenzione a questa città, tanto che negli ultimi anni il giornale è diventato un punto di riferimento della comunità» insieme al direttore generale, Marco Moroni. Presente anche il consigliere preposto della Divisione centrosud Domenico Galasso.
«Una rondine che farà primavera» secondo Pallotta, anche perché «ogni gruppo che mantiene, in questa citta» come ha detto la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane «è già una salvezza». E così sembrerebbe, se la cartina al tornasole fosse l’affetto che Il Centro ha ricevuto ieri, da parte di chi ha voluto assistere a questa piccola rinascita. Tanti, davvero tanti: dal prefetto Francesco Alecci, al presidente dell’Asm, Rinaldo Tordera, al manager della Asl, Giancarlo Silveri, al presidente della Camera di Commercio, Lorenzo Santilli, al direttore del Cresa, Francesco Prosperococco, all’onorevole Filippo Piccone. Hanno voluto esserci anche il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il collega di Tornimparte, Umberto Giammaria, il presidente della Gran Sasso acqua (Gsa), Americo Di Benedetto, l’assessore Lelio De Santis, Salvatore Santangelo del cda della Gsa, lo chef William Zonfa che per l’occasione ha preparato anche una delle sue specialità e tanti colleghi di tutte le redazioni aquilane. Come, appunto, in una piazza. Al Centro della città.
Michela Corridore
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