«Il centro è impraticabile per le auto in sosta dei cantieri»

L’AQUILA. «Il centro storico riaperto, l’asse centrale e le piazze, attualmente, sono solo l’immensa area di parcheggio delle maestranze che quotidianamente si recano al lavoro: l’intralcio creato da...
L’AQUILA. «Il centro storico riaperto, l’asse centrale e le piazze, attualmente, sono solo l’immensa area di parcheggio delle maestranze che quotidianamente si recano al lavoro: l’intralcio creato da questo fenomeno collettivo e inarrestabile, cessa solo ogni sabato pomeriggio quando i cantieri chiudono e gli operai tornano a casa».
Lo afferma il Collettivo Globuli Rossi, che aggiunge: «Questo rende incompatibile la funzione sollecitata dal Bando Fare centro, mirato alla rapida ricollocazione in centro del commercio di qualità, degli studi professionali e degli uffici. Si parla molto e male e si fa poco o nulla, del resto, per la risoluzione delle problematiche del centro storico nella nostra città: il controllo inesistente del decoro dei cantieri (compreso quello dei sottoservizi) rende impossibile durante la giornata la frequentazione del Corso e la pratica del commercio. La mancanza di un arredo urbano decente e di una necessaria pavimentazione provvisoria rendono il Corso una sorta di “Aia pubblica” che costringe il visitatore a guardarsi continuamente da buche e da altre insidie sub-urbane».
Per queste ragioni, il Collettivo Globuli Rossi ha alcune proposte operative: 1) ’istituzione di un assessorato alla Rinascita del centro storico che si faccia carico di ogni iniziativa concreta e anche di eventi da tenere all’aperto; 2) l’introduzione del divieto di parcheggio per l’intera giornata in centro e la sottoscrizione di convenzioni per le ditte e le maestranze che lavorano per la ricostruzione per una sosta “conveniente” ed ecologica nella struttura del parcheggio di Collemaggio; 3) l’introduzione di una rigida attività di controllo sul decoro dei cantieri urbani da parte della polizia municipale; 4) la realizzazione di una pavimentazione provvisoria e di arredo urbano nella zona denominata “asse centrale”, con l’introduzione di un apposito capitolo annuale di bilancio. Insomma, chiediamo di passare dalle parole ai fatti con azioni positive e di facile e immediata realizzazione».

