Il chirurgo indagato: vicinanza alla famiglia ma io non ho colpe

Luco dei Marsi, in tantissimi ieri al funerale della pasticciera Un consulente della Procura valuterà i risultati dell’autopsia
LUCO DEI MARSI. Il chirurgo indagato si difende ed esprime solidarietà alla famiglia della pasticciera morta proprio nel giorno dell’addio a Lucia Di Giammatteo.
«Dopo la Croce c’è la Resurrezione. E alla fine sarà la vita a trionfare». Don Michele Morgani ha introdotto così la cerimonia con cui la comunità di Luco dei Marsi ha salutato, per l’ultima volta, Lucia Di Giammatteo. Ieri pomeriggio la chiesa di San Giovanni non ce l’ha fatta a contenere le centinaia di persone che hanno partecipato ai funerali della pasticciera che tutti in paese conoscevano e stimavano. La Di Giammatteo è morta a 45 anni, dopo aver subìto un’operazione in cui le è stato cambiato il by pass intestinale, che le era stato inserito nel 1999 a Bologna. Il giorno dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia al professor Giancarlo De Bernardinis, dirigente responsabile dell'unità operativa di chirurgia dell'apparato digerente di Villa Letizia dell’Aquila, lo stesso medico, tramite il suo avvocato Guido Ponziani, esprime la propria vicinanza alla famiglia. «De Bernardinis esegue centinaia di interventi l'anno di chirurgia bariatrica», aggiunge Ponziani, «e i risultati sono sempre stati eccellenti sebbene in rare occasioni si sia trovato a dover difendere il proprio operato che, come certamente accadrà anche in questa occasione, è stato riconosciuto sempre come impeccabile. Prova ne è la sua incensuratezza. Appare indispensabile attendere l'esito dell'esame autoptico che, senza ombra di dubbio, permetterà di chiarire l'assoluta estraneità del professore De Bernardinis dalla triste vicenda». Tutto il paese ieri si è stretto intorno al marito Angelo Paradisi, ex agente di polizia penitenziaria e ai figli, Damiano e Piera, inconsolabili nel dolore per aver perso la loro affettuosa mamma. Una cerimonia composta in cui sono stateiletti i passi tradizionali della domenica delle Palme. «Tutti dobbiamo salire prima o poi sulla nostra croce», ha detto don Michele, affiancato dal seminarista Umberto Di Pasquale, «se Cristo fosse sceso come gli venne chiesto quel giorno, ci avrebbe lasciati soli. Ma noi non siamo mai soli, come non lo è stata Lucia. Cristo le è stato accanto fino a quando non le ha aperto le porte del paradiso. Con la sua vita, la sua dedizione al lavoro e alla famiglia», ha concluso il sacerdote rivolgendosi ai figli, al marito e alla madre Candida, «Lucia ha saputo lasciare in voi il germe della vita eterna». Intanto la Procura ha fissato per oggi la consulenza di un chirurgo che dovrà esprimersi sulle circostanze della morte, in base ai risultati dell’autopsia.
Magda Tirabassi
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