Il chitarrista Valente in trasferta in Francia

28 Giugno 2015

L’AQUILA. «Il maestro Agostino Valente mostra in Francia il vero volto della chitarra». Lo afferma, in una nota, il critico d’arte Carlo Di Stanislao. «L’edizione 2015 del Festival Internazionale...

L’AQUILA. «Il maestro Agostino Valente mostra in Francia il vero volto della chitarra». Lo afferma, in una nota, il critico d’arte Carlo Di Stanislao. «L’edizione 2015 del Festival Internazionale di Lambesc, uno dei più prestigiosi festival di Chitarra d’Europa, segnerà il ritorno alle scene di Valente, uno dei maggiori concertisti di chitarra classica della sua generazione, che riparte con ben tre appuntamenti nella kermesse francese (28 giugno, 2 e 4 luglio), dopo un anno sabbatico dedicato al rinnovamento del suo repertorio. Un anno di perfezionamento continuo alla ricerca dell’assoluta purezza del suono e del suo ruolo comunicativo, con un ventaglio concertistico capace di spaziare dal ’600 ai nostri giorni e di seguire gli innumerevoli sviluppi e mutamenti della chitarra attraverso 4 secoli di storia. Così, attraverso un meticoloso lavoro filologico e interpretativo, Valente porterà in Francia brani di Weiss, Mudarra, Sor, Llobet, Turina, Catelnuovo-Tedesco e ancora Tarrega, Yoko, Mayers, Rodrigo e Leo Brouwer. Spagna, America Latina, Italia, Germania e Giappone: un tour in un universo sonoro che parte dal mito greco che vuole l’origine di questo strumento legato a Hermes-Mercurio, che nato al mattino già a mezzogiorno era in grado di camminare, e andandosene a spasso trovò sulla spiaggia una tartaruga morta e putrefatta sul cui guscio alcuni residui tendini risuonavano al vento. Il dio dell’astuzia e dell’ingegnosità si mise ad armeggiare, e in breve ne ricavò quell’aggeggio che gli antichi greci avrebbero chiamato kithara, facendone il loro strumento nazionale».