Il colosso Dompé può reggere il colpo

11 Ottobre 2019

Lo stabilimento ha ripreso l’attività subito dopo il sisma. «Anche se abbiamo subìto danni per 18 milioni»

L’AQUILA. Per colossi dell'industria come la Dompé, reggere il colpo del sisma e tenere il mercato è stato più facile. Se non altro, per la capacità economica di una delle più importanti aziende farmaceutiche che operano in Europa, guidata da Sergio Dompé. «Abbiamo versato regolarmente le tasse di competenza sul territorio», fanno sapere dall'azienda, «nel tempo, abbiamo sottoscritto un accordo con le istituzioni regolarizzando la posizione, rispetto ad alcuni contributi per i dipendenti rimasti in sospeso, in conformità con i dettami della Ue». La Dompé ha scelto di continuare a pagare le tasse, anche nel periodo di sospensione: la somma residua relativa alla contribuzione dei dipendenti, era comunque inferiore ai danni causati dal sisma. «In seguito al terremoto», spiegano dalla Dompé, «non si cono stati crolli nel sito produttivo, ma le strutture hanno subìto danni rilevanti che hanno richiesto importanti interventi di ripristino. Per dare un ordine di grandezza, i danni complessivi, anche su valutazione di enti ed esperti, ammontarono a oltre 18 milioni di euro, tra beni immobili, mobili e scorte».
Ad aprile 2009 il sito produttivo contava 180 dipendenti, saliti adesso a 250. Quello del management Dompé è stato uno sforzo notevole, per ripristinare al più presto la produzione, mantenere attivo il sito e, addirittura, procedere ad un ampliamento.
«Dopo una settimana dagli eventi tragici del 6 aprile», ricordano dall'azienda, «siamo riusciti a ripristinare stabilmente le comunicazioni, mentre l’attività produttiva vera e propria è ripartita a distanza di un mese, seppur a regime ridotto. Dopo tre mesi furono attrezzati degli uffici mobili all’interno dell’area del sito, che consentirono anche il ripristino totale dell'attività. Le nuove strutture realizzate hanno tenuto conto di una progettazione strutturale particolarmente curata, con studi avanzati in collaborazione con l’Università, che hanno tenuto conto anche delle caratteristiche geologiche e della morfologia del terreno».(m.p.)
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