Il Comitato mobilità stronca i critici della ciclabile
AVEZZANO. Comitato mobilità sostenibile all’attacco dei detrattori della pista ciclabile che hanno fatto ricorso al Provveditorato alle opere pubbliche. «Un buco nell’acqua», afferma il presidente...
AVEZZANO. Comitato mobilità sostenibile all’attacco dei detrattori della pista ciclabile che hanno fatto ricorso al Provveditorato alle opere pubbliche. «Un buco nell’acqua», afferma il presidente Giuseppe Pantaleo, «l’infrastruttura non sarà smantellata. L’assurdo è stato raggiunto nel contestare, da partiti politici e associazioni di categoria del commercio, le politiche nazionali e dell’Ue sulla mobilità dopo aver definito inutile, dannosa e pericolosa quel tipo d’infrastruttura, dopo i fondi disposti in favore della mobilità dolce e le numerose raccomandazioni in tal senso da parte di organismi nazionali e internazionali anche per diminuire l’inquinamento atmosferico. La pista ciclabile non è un oggetto sacro ed è perciò criticabile, prima e dopo la sua costruzione, però bisogna provarla, batterla sulla sua pietra di paragone, non su altre come succede da almeno un decennio nel capoluogo marsicano. Negli ultimi trenta, quarant’anni sono state ricavate simili corsie nelle strade più trafficate delle città occidentali ma non su quelle con bassa densità abitativa, con scarsi attrattori o addirittura fuori dall’agglomerato urbano; tutto questo è stato messo in atto per far passare i cittadini dall’uso quotidiano dell’auto ad altri mezzi meno inquinanti, come la bicicletta. È anche bene ricordare che vi era un’altra logica dietro l’idea e i quattrini ricevuti dal Comune per realizzare la ciclabile nord, negli anni del sindaco Floris. È opportuno ragionare intorno a misure, soluzioni e politiche già sperimentate altrove; progettare su dati ricavati in loco con gli usuali strumenti dell’ingegneria del traffico più che affidarsi a tavoli di confronto senza fine in cui troppi ancora sventolano la bandiera delle emozioni e del catastrofismo».

