Il Comitato pro-ospedale: «No a lotte di campanile»

TAGLIACOZZO. Non si placano le polemiche dopo le affermazioni del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, riguardo a una auspicata chiusura notturna dei punto soccorso di Tagliacozzo e Pescina per...
TAGLIACOZZO. Non si placano le polemiche dopo le affermazioni del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, riguardo a una auspicata chiusura notturna dei punto soccorso di Tagliacozzo e Pescina per risolvere i problemi di Avezzano. A prendere posizione, dopo i sindaci, è il Comitato pro-ospedale di Tagliacozzo. «Un sindaco», ha dichiarato la presidente del Comitato civico per i piccoli ospedali abruzzesi, Rita Tabacco, «deve conoscere il territorio, soprattutto in qualità di rappresentante del Comitato ristretto. Le sue affermazioni nei panni di ufficiale di governo sono state avventate. Il pronto soccorso di Avezzano è stracarico e il problema non si risolve accumulando utenza e lasciando i pazienti sulle barelle. Non voglio immaginare cosa possa accadere se anche tutta l’utenza di Tagliacozzo, soprattutto quella estiva quando la città accoglie decine di migliaia di turisti, si riversasse ad Avezzano. Non ci sarebbe personale che tenga. De Angelis sarebbe disposto ad assumersi una responsabilità simile? Sono tanti i casi ogni mese di salvataggi grazie al pronto soccorso di Tagliacozzo. E queste vite non si possono barattare per interesse di campanile». La Tabacco, al riguardo, chiede un tavolo con i sindaci e con i consiglieri regionali Lorenzo Berardinetti e Maurizio Di Nicola per affrontare la questione. Duro anche l’intervento dell’ex sindaco di Tagliacozzo, Gaetano Blasetti, per 12 anni amministratore Asl: «Mi sembra un po’ semplicistica l’affermazione del sindaco secondo cui basta chiudere dei servizi da una parte per aumentare la potenzialità da un’altra». Blasetti evidenzia: «Le Regioni meridionali hanno una sovvenzione pro-capite di 25 euro in meno rispetto alle settentrionali e ciò non può che causare un maggiore distacco dei servizi offerti tra i territori. Ciò provoca solo mobilità passiva con i pazienti del Sud che sovvenzionano le strutture del Nord. L’idea del sindaco, quindi, non risolverebbe alcuna carenza della sanità marsicana». (p.g.)
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