Il commercio non tira Aperti solo 44 negozi: 17 in meno del 2013

2 Marzo 2015

La crisi sconsiglia la creazione di nuove attività al dettaglio Impennata per vendite online e uso dei social network

SULMONA. Nuove aperture di negozi e attività di ristorazione quasi dimezzate rispetto all’anno scorso. La crisi del commercio in città non si riscontra solo nelle ultime chiusure, ma soprattutto nelle domande di nuove attività ormai in caduta libera.

Le richieste, infatti, sono passate dalle 61 del 2013 alle 44 dell’anno scorso. Ben 17 in meno, che sommate alle 37 chiusure del 2014, contro le 29 dell’anno precedente, fotografano la crisi di quella che era l’ultima frontiera dell’economia sulmonese. Un calo vertiginoso che segna un nuovo livello della recessione commerciale in città, dove il commercio negli ultimi anni aveva rappresentato l’ultimo baluardo dell’occupazione per chi aveva perso il lavoro e faticava ad andare avanti fra cassa integrazione e mobilità. Ora, invece, la crisi sembra aver inferto il colpo finale anche al settore terziario cittadino. Anni fa il il settore rappresentava – oltre che una florida attività per gli storici negozi del centro storico – anche l’ultima spiaggia per chi perdeva il lavoro e investiva la liquidazione su un’attività commerciale o per quei giovani senza occupazione, aiutati dalle famiglie. I dati dell’ufficio Attività produttive del Comune, invece, delineano una crisi profonda del comparto, che non tura più l’asfittico Pil (prodotto interno lordo) cittadino. I negozi che hanno chiuso sono 32, cui si aggiungono 4 fra bar e ristoranti e una postazione da ambulante itinerante. Delle 37 saracinesche abbassate, 14 si trovano in centro storico e 17 fuori dalle mura antiche. Basta solo fare una passeggiata in città per contare circa un centinaio di negozi sfitti. Solo sul lato sud del corso (da piazza del Carmine a porta Napoli), infatti, ce ne sono circa 20 chiusi da tempo – una volta punti di riferimento dello shopping cittadino - con cartelli di affittasi sbiaditi dal tempo. Scendono a 12 sul lato nord, da piazza Carlo Tresca a piazza Garibaldi. Sono sempre più frequenti, poi, gli spostamenti da una zona all’altra della città, alla ricerca di affitti più bassi e condizioni più vantaggiose. Fra crisi e tasse, infatti, la condanna sembra già arrivata, nonostante il periodo di saldi e gli sforzi dei negozianti di attirare clienti con super sconti e iniziative di fidelizzazione. Di contro registra un’impennata – con un certo ritardo rispetto ad altre realtà – l’e-commerce. Le vendite online, infatti, sono l’ultima frontiera del commercio sulmonese, con sempre più negozi che aprono store virtuali o profili sui social network per farsi pubblicità.

Federica Pantano

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