Il commissariato compie 100 anni La festa con il capo della polizia

Visita di Giannini che ha ricevuto la cittadinanza onoraria a nome degli agenti dal sindaco Di Piero: «Riconoscimento prestigioso da una città importante, a testimonianza della bontà del nostro lavoro»
SULMONA. «Si tratta di un riconoscimento prestigioso ricevuto da una città importante, dalla grande storia e dal grandissimo patrimonio culturale. Ma è anche una testimonianza della bontà del nostro lavoro perché siamo riusciti, dopo cento anni di presenza, ad essere all'altezza di quello che hanno fatto coloro che c'erano prima di noi». Sono le parole con cui il capo della Polizia di Stato, Lamberto Giannini, ha voluto ringraziare sindaco e sulmonesi che, da ieri, lo hanno voluto, insieme a tutti i poliziotti, donne e uomini, che lavorano nel commissariato di via Sallustio, come loro concittadino onorario. Il conferimento della cittadinanza onoraria è avvenuto con voto unanime nel corso della seduta del consiglio comunale del 25 luglio scorso in occasione dei 100 anni di presenza del commissariato nel capoluogo peligno.
Nel suo discorso Giannini ha ricordato quanto sia importante la comunione con il territorio, in un momento storico di particolare difficoltà, perché dà forza e soddisfazione per affrontare periodi delicati. Come quello della pandemia, costato sacrifici a tutti, anche alla polizia, con tanti agenti contagiati e perfino 20 rimasti vittime del virus. «Ma noi», ha ricordato, «non abbiamo mai chiuso un ufficio, mai fatto mancare la nostra presenza e il nostro appoggio ai cittadini».
Sulla paventata chiusura del tribunale di Sulmona e sulla possibilità che anche il commissariato venga soppresso Giannini ha detto: «Oggi ho sentito tante citazioni in latino e anche io, a tal proposito, voglio farne una: Hic manebimus optime, (qui staremo benissimo, ndc)». Insieme alla cittadinanza onoraria il sindaco Gianfranco Di Piero ha consegnato al capo della polizia anche il sigillo di Re Stanislao, uno scudo gotico antico sul cui campo rosso risplendono quattro lettere d’oro, sintesi dell’emistichio ovidiano “Sulmo Mihi Patria Est”, “Sulmona è la mia patria”. «Lo stemma di Sulmona», ha spiegato il sindaco Di Piero nel discorso che ha accompagnato la consegna della cittadinanza onoraria, «fu concesso da Ladislao di Durazzo, re di Napoli, a Sulmona nel 1410. Il sovrano restituì a Sulmona un antichissimo privilegio, quel sigillo che nel 1279 Carlo I d’Angiò aveva fatto distruggere in tutte le principali città del regno perché simbolo di libertà ed autonomia dei Comuni dell’autorità regia». Gratitudine alla Polizia di Stato per l’opera che svolge da cento anni in città e sul territorio è stata quindi espressa dal sindaco e dal presidente del Consiglio comunale, Cristiano Gerosolimo. In particolare Di Piero, sottolineando l’importanza del conferimento della cittadinanza onoraria, ha ricordato come la cerimonia di ieri conclude le celebrazioni del centenario, con l’altissimo onore che il capo della polizia ha riservato alla città di Sulmona, con la sua presenza. Un «grazie sentito e non convenevole», il sindaco lo ha rivolto anche al questore dell’Aquila, Enrico De Simone, riconoscendogli i principali meriti delle celebrazioni dei 100 anni del commissariato di Sulmona, culminati proprio con il conferimento della cittadinanza onoraria.
Questa la motivazione della cittadinanza onoraria: «Eccezionale dedizione, altruismo e alto senso del dovere dimostrati dagli appartenenti alla Polizia di Stato a difesa della legalità e per la sicurezza del territorio di Sulmona in 100 anni di attività del commissariato di pubblica sicurezza. Il consiglio comunale di Sulmona con deliberazione del 25 luglio, conferisce la cittadinanza onoraria alla polizia di Stato e a tutti i poliziotti che nell’impegno quotidiano profuso nell’assicurare la certezza e il rispetto dei diritti della Valle Peligna mettono a rischio anche la propria vita. Un significativo ringraziamento e la stima infinita dei cittadini di Sulmona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

