Il complesso sportivo Verdeaqua non riaprirà prima dell’estate

Ancora fermo il bando per l’assegnazione della nuova gestione. Colonna: «Uffici tecnici sovraccarichi» Il nuovo capitolato prevede lavori di ripristino e messa a norma per 658mila euro e canone di 18mila
L’AQUILA. Si allungano i tempi per la riapertura del complesso sportivo di Verdeaqua, chiuso ormai da oltre 3 anni. Il bando per l’assegnazione della nuova gestione, con il capitolato di gara aggiornato (la gara indetta nel 2020 era andata deserta), non è ancora stato trasmesso alla Cuc, la centrale unica di committenza comunale, malgrado la delibera sia stata approvata dal consiglio il 6 settembre. Uno slittamento, spiega l’assessore allo Sport e alle Opere pubbliche Vito Colonna, dovuto sia ai ritardi con cui il provvedimento, dopo l’ok dell’assemblea, è stato pubblicato sull’albo pretorio, sia ai carichi di lavoro straordinari stanno gravando sugli uffici tecnici, alle prese con la redazione delle schede progettuali da inoltrare alla cabina di regia che ripartirà gli 1,8 miliardi del Fondo complementare del Pnrr destinati ai crateri 2009 e 2016. Entro domani andrà trasmesso l’elenco completo e dettagliato degli interventi. «È un lavoro che ci ha assorbito molto ma per l’inizio del 2022 il bando sarà pubblicato», assicura Colonna.
IL BANDO
Stralciata la restituzione della fideiussione da 1,7 milioni firmata dal Comune a garanzia del mutuo contratto dal vecchio gestore, la cooperativa sociale Verdeaqua Smile, il nuovo capitolato prevede lavori di ripristino e messa a norma per 658mila euro e una gestione ventennale a un canone annuo di almeno 18mila euro. La concessione riguarderà tutto il complesso, piscina, 3 campi polivalenti coperti, palestra, bar e pista di pattinaggio. Per quest’ultima, il Comune ha chiesto un finanziamento aggiuntivo di 300mila euro sul Fondo complementare per ripavimentare il pattinodromo e a renderlo omologabile per gare internazionali.
TEMPI LUNGHI
I tempi, però, si annunciano lunghi. Per espletare la nuova gara ci vorranno dai 60 ai 90 giorni. Poi, se non ci saranno ricorsi o altri intoppi, l’aggiudicatario dovrà effettuare i lavori necessari a rimettere in funzione gli impianti. Trattandosi di opere di rifacimento e adeguamento dell’impiantistica, e non di interventi strutturali, il Comune ha imposto un limite di 3 mesi per la chiusura del cantiere. Ma anche ammesso che tutto fili liscio, difficilmente l’intero complesso potrà riaprire prima dell’estate.
LAVORATORI
Al futuro di Verdeaqua è legato quello degli ex dipendenti Verdeaqua Smile, che dovranno essere riassunti in virtù della clausola sociale nel bando. Sono 9 lavoratori – in principio 18, ma la metà ha scelto di trovarsi un’altra occupazione – che dalla scorsa primavera non usufruiscono più di ammortizzatori sociali e indennità di disoccupazione.

