Il Comune intima alla M&P di sgombrare il parcheggio

Mannetti: «Ha 30 giorni di tempo per rilasciare la struttura di Collemaggio Oltre al milione e 400mila euro di tasse c’è un debito di altri 280mila euro»
L’AQUILA. La risoluzione del contratto è stata formalizzata ieri. Entro trenta giorni la M&P dovrà fare i bagagli e lasciare il megaparcheggio di Collemaggio, che gestisce dal 2002.
Oltre a liberare la struttura sarà chiamata a restituire al Comune anche i locali commerciali che aveva in affitto, bar, sede della Confcommercio e uffici vari. Tutto tornerà nelle mani dell'amministrazione comunale, che ha intimato, con un atto ufficiale del settore Rigenerazione urbana, Mobilità e sviluppo, firmato dal dirigente Domenico de Nardis, «il pagamento della somma di 277mila 477 euro, come corrispettivo rivendicato dal Comune per gli incassi della società dalle tariffe del terminal. Somme mai versate, dal 2009 a oggi e che il Comune richiede, adesso, «in un'unica soluzione ed entro un mese. Pena l'esecuzione forzata».
L'assessore alla mobilità, Carla Mannetti, è stata irremovibile: «Entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento, avvenuta ieri via pec», spiega, «la società Mobilità&Parcheggi dovrà restituire la struttura al Comune, che l'affiderà temporaneamente all'Ama».
Due le motivazioni principali addotte nella revoca: «Lo stato di degrado in cui versa l'impianto», si legge nel provvedimento, «e i debiti accumulati dalla M&P, che superano 1 milione e 400mila euro, a cui si aggiungono i circa 280mila euro di incassi non versati».
FUORI LA M&P. «Il megaparcheggio è uno snodo strategico per la città, con circa 800 posti auto, ma desolatamente vuoto», sottolinea Mannetti, «per dare una risposta immediata agli aquilani, partiamo da qui. Dalla valorizzazione di ciò che abbiamo».
Nella disposizione di revoca viene ripercorsa tutta la vicenda della concessione, «con particolare riferimento alle situazioni di degrado in cui versava e, sotto diversi aspetti, versa, la struttura; i debiti accumulati dalla M&P nei confronti del Comune, che non sono solo i corrispettivi delle entrate tariffarie, come previsto dalla convenzione, ma anche il milione e 400mila euro di arretrati della tassa sui rifiuti, e il sottoutilizzo del parcheggio, quasi sempre vuoto. Ma soprattutto», prosegue Mannetti, «siamo rammaricati del fatto che, a fronte alla nostra disponibilità a trovare un'intesa, ci siamo trovati davanti a delle non-risposte. La revoca era inevitabile. Il Comune ha riconosciuto, persino, alla M&P le spese per gli interventi sostenuti nel post-sisma, ben 155mila euro, ma di contro c'è stata una chiusura totale».
ARRIVA L’AMA. A gestire il megaparcheggio, «in attesa di espletare le procedure di gara per reperire un altro operatore economico, sarà l'Ama», fa sapere il Comune.
«Il motivo del contendere risiede nelle tariffe, che noi volevamo portare a 50 centesimi l'ora, ma che la M&P intendeva mantere a un euro, con il ripristino delle strisce blu in centro storico, che l'azienda pretendeva a tutti i costi. Sulla scelta», dichiara Mannetti, «hanno pesato anche i debiti enormi accumulati dalla M&P nei confronti del Comune, per il mancato pagamento delle tasse dovute. Quanto ai lavoratori dell'azienda, valuteremo le professionalità che occorrono per la gestione».
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