Il Comune: «L’Atam non è in regola»
Paciotti: il documento unico contributivo ha impedito il rinnovo della convenzione per il teatro
AVEZZANO. Ci sarebbe una “questione amministrativa” alla base del divorzio tra l’Atam e il Comune di Avezzano. A spiegarlo, dopo la lettera polemica del presidente dell’associazione, Giulio Cesare Primerano, è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Avezzano, Gabriele De Angelis.
«La storica collaborazione con l'Atam ha regalato alla città di Avezzano memorabili stagioni», ha spiegato De Angelis rispondendo a Primerano, «questioni amministrative non hanno consentito il rinnovo della convenzione per la prossima stagione 2014-2015 del teatro dei Marsi, il cui cartellone è stato assicurato da un nuovo programma sperimentale di grande qualità». Primerano aveva accusato il Comune di aver escluso l’Atam, chiedendo, tra l’altro, il pagamento di una fattura non ancora saldata. «Il Comune di Avezzano non ha potuto rinnovare la convenzione con l'Atam a causa dell'irregolarità del Durc dell'ente», ha precisato il dirigente Claudio Paciotti che, carte alla mano, ha quantificato in 65mila euro il debito dell’ente nei riguardi dell'Atam e di oltre 24 mila il corrispettivo che l'Atam deve al comune per il noleggio del teatro dei Marsi delle ultime quattro stagioni. «L'esito negativo del Durc, documento unico di regolarità contributiva, impedisce all'ente pubblico di erogare le somme e, automaticamente, ostacola il rinnovo della convenzione con l'ente inadempiente», ha concluso Paciotti, «lo scorso 11 settembre l'Atam ha chiesto, con una lettera formale, al Comune di Avezzano di attivare la procedura di intervento sostitutivo, che prevede il versamento delle somme dovute direttamente agli enti previdenziali». Dal momento che Primerano ha tirato in ballo anche l’avvocato Giampiero Nicoli, responsabile dell’ufficio del teatro, questi ha voluto chiarire che «il mancato rinnovo della convenzione tra Comune e Atam non era una novità per l'ente teatrale che a maggio scorso aveva inviato un elenco provvisorio degli spettacoli che però, poi, non era stato confermato». (p.g.)
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