Il Comune non paga 10 milioni e scatta il pignoramento

1 Aprile 2017

Iniziativa dell’Impregilo che ha effettuato i lavori per la realizzazione del megaparcheggio Non sono andati a buon fine i tentativi di transazione dopo una sentenza di condanna

L’AQUILA. La mancata transazione tra Comune e una delle imprese che ha effettuati i lavori al megaparcheggio di Collemaggio, la Impregilo, ha avuto come pesante conseguenza l’avvio delle procedure di pignoramento presso la banca che ha la tesoreria comunale, la Bper, di una decina di milioni. Il megaparcheggio fu progettato ai tempi della giunta guidata dal sindaco Enzo Lombardi e attivato durante il mandato di giunta con il sindaco Biagio Tempesta circa 15 anni fa.

VERTENZA IMPREGILO. Si tratta della somma che una sentenza di due anni fa aveva destinato a favore della ditta visti i mancati pagamenti per i lavori. Le sentenze di primo grado nel diritto civile sono solitamente esecutive. Si tratta di una vicenda che parte da molto lontano visto che i lavori per la realizzazione del megaparcheggio di Collemaggio iniziarono almeno venti anni fa. Alla base dei guai i pochi fondi a disposizione degli enti.

Il giudice, più in particolare, aveva condannato il Comune per alcune opere eseguite quali i parcheggi sotterranei, il collegamento con la Statale 17, il percorso meccanizzato e il tunnel di collegamento con piazza Duomo. Dopo la sentenza, che fu depositata nel 2015, ci furono delle trattative che solo un anno fa sembravano ben avviate con pagamenti rateali ma poi non se ne è fatto nulla. La Impregilo, che aveva svolto i lavori insieme alla Imprepar, aveva contestato anche i tempi lunghissimi per completare i lavori, non imputabili ad essa. Ma la controversia è stata molto lunga visto che è iniziata una dozzina di anni fa ed è arrivata la sentenza di primo grado. L’ente ha anche impugnato in appello la esecutività della sentenza ma il tentativo non ha avuto successo. Nel senso che si è sostenuto che, nell’ipotetico caso in cui il verdetto venisse ribaltato, la Impregilo è un’azienda talmente grande e affermata, un colosso nel settore edile che non avrebbe alcun problema a restituire quelle somme all’ente locale in tempi brevi.

Va anche precisato che, qualora la procedura di pignoramento andasse avanti, non sarebbero a rischio gli stipendi dei dipendenti ma ci potrebbero essere dei problemi per alcune opere pubbliche da compiere. Ma si tratta di problemi che andrà a risolvere la prossima amministrazione comunale.

VERTENZA IRTI. Ma c’è dell’altro. Infatti parte di quei lavori è stata eseguita anche dall’impresa Irti, che a quei tempi era quanto mai attiva nel settore delle costruzioni, ma poi è fallita. Meno di un anno fa il giudice del tribunale Daria Lombardi ha dato ragione al curatore fallimentare di quella ditta, chiusa 12 anni fa, con un verdetto che impone di pagare una decina di milioni di euro. La giunta comunale, a quel punto, ha incaricato con una delibera l’avvocatura municipale rappresentata dall’avvocato Domenico de Nardis di opporsi presentando un ricorso in appello.

TRAMVIA.Un’altra vertenza da definire, ma in questo caso il Comune non ha sentenze sfavorevoli a carico, è quella inerente ai lavori per la realizzazione della tranvia di superficie. L’opera non è mai entrata in funzione, anche per via del sisma del 2009. A prescindere da quello che potrà succedere in campo giudiziario resta il fatto che i binari della tramvia, mai rimossi per il costo alto, rappresentano un’insidia costante per chi circola in moto o in bici su parecchie strade del capoluogo di regione.

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