Il Comune punta a vendere lo storico Villino Cimarosa

26 Febbraio 2022

L’alienazione lunedì all’esame dell’aula. Colizza: testimonianza storica da salvare L’amministrazione si appella a fondazioni, onlus e privati. Previsti più vincoli 

AVEZZANO. La vendita del Villino Cimarosa tra i punti all’ordine del giorno del consiglio comunale convocato per lunedì alle 17. Dopo l’autorizzazione del ministero della Cultura, previa istruttoria della Soprintendenza e parere favorevole della commissione regionale per il Patrimonio culturale dell’Abruzzo, l’amministrazione comunale di Avezzano punta a inserire il bene nel piano delle alienazioni.
«Il voto favorevole», fanno sapere dal Palazzo di città, «farebbe scattare l’operazione di messa in vendita, con prescrizioni, di quel pezzo di storia per recuperarlo, prima che sia troppo tardi (l’edificio è in pessimo stato di conservazione e spesso vi trovano dimora i senzatetto, ndr), con l’intento di coinvolgere nel restauro conservativo fondazioni, onlus o privati, riqualificando la struttura e l’area circostante in cui sorgono una scuola e la chiesa della Madonna del Passo». L’alienazione dovrà tener conto di restrizioni vincolanti messe nero su bianco dalla commissione regionale: il bene verrà tutelato e valorizzato attraverso un riuso che non ne comprometta la testimonianza storica e architettonica; non sarà destinato a usi suscettibili di recare pregiudizio alla fruizione pubblica o non compatibili con il carattere storico e artistico del bene. «Da tempo le amministrazioni stanno tentando di salvaguardare il villino non avendo la disponibilità economica per realizzare il delicato intervento di restauro», affermano l’assessore Maria Teresa Colizza e il consigliere Ignazio Iucci. «Siamo pronti a scommettere su qualche fondazione o mecenati che possano aprire il portafogli per salvare quella preziosa testimonianza di un passato buio collegato alla tragedia della guerra e della prigionia».
L’annuncio della messa all’asta dell’edificio non era rimasto indenne da critiche mosse, in particolar modo, dall’ex sindaco Gabriele De Angelis, il quale rivendicava «un progetto di riqualificazione a carico della Fondazione Caripasq già pronto e solo di sottoscrivere».
Il Villino fu sede dell’Ufficio magazzino del Genio militare, al servizio del Campo di concentramento, che durante la Prima guerra mondiale “ospitava” i prigionieri austro-ungarici. Durante la Seconda guerra mondiale ospitò il Comando tedesco, del ripristinato Campo di concentramento dove si trovavano prigionieri indiani, pakistani e neozelandesi. (f.d.m.)
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