«Il Comune sia condannato a rifare le fogne a Pettino»

Un residente che ha avuto danni dagli allagamenti si rivolge al tribunale E una perizia gli dà ragione: «Quasi tutti i tombini nella zona sono ostruiti»
L’AQUILA. Chiede al giudice di ordinare al Comune di rifare le fognature nella zona di Pettino dove i tombini sono fuori uso. Questo lo scopo di una controversia civile intentata ormai da tempo da parte di un residente del quartiere aquilano che ha avuto danni dai continui allagamenti che ci sono quasi sempre, quando piove, nella zona tra via Leonardo da Vinci e via Carducci, l’area molto popolata dove ci sono, tra l’altro, la multisala Movieplex e il liceo Cotugno, le Acli e l’Accademia di Belle arti oltre alla sede della Regione. Va ricordato che ci sono state, negli ultimi anni, pioggie copiossime con disagi e danni considerevoli per residenti e automobilisti.
Il ricorrente non ha chiesto i danni, anche perché, prima di ottenerli, sarebbero passati degli anni, ma vuole che il giudice ordini al Comune «di porre in essere le opere necessarie al corretto deflusso delle acque anche attraverso la pulizia di tutte le caditoie in quanto intasate».
La perizia che il tribunale ha disposto, redatta dall’ingegnere Daniela San Lorenzo, sembra andare incontro alle risultanze del ricorrente, assistito dall’avvocato Luciano Dell’Orso, considerando le sue valutazioni. «Lo sviluppo antropico nel corso degli anni», si legge nella relazione tecnica, «si è tradotto dal punto di vista idraulico in un aumento del coefficiente di deflusso. Quindi è stata effettuata la verifica dei collettori nella situazione attuale. Dall’analisi è emerso che il sistema fognario è in grado di smaltire la portata meteorica con un tempo di ritorno di circa due o tre anni, cioè le condotte possono entrare in pressione mediamente ogni due o tre anni nel caso in cui le caditoie e i vari dispositivi di smaltimento siano funzionanti».
«In realtà», prosegue la redattrice della perizia, «dai sopralluoghi è emerso che, come già sottolineato, le caditoie sono ostruite in via da Vinci e solo alcune sono funzionanti in via Carducci». Nelle sue conclusioni l’esperta ribadisce in modo ancora più chiaro il quadro della situazione. «Il rischio di deflusso superficiale è legato anche all’inefficienza delle caditoie che, se occluse, anche parzialmente, non sono in grado di convogliare le portate meteoriche nei collettori. Nel caso in esame le caditoie sono risultate per la maggior parte occluse, pertanto si ritiene necessaria la manutenzione delle stesse liberando quelle ostruite».
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