Il Comune sventa il pagamento di bollette per 300 mila euro

21 Maggio 2017

Pescasseroli, Sorgenia aveva citato l’ente per il credito, ma le forniture erano inesistenti L’amministrazione ha fatto ricorso e il tribunale gli ha dato ragione. Ci saranno risvolti penali

PESCASSEROLI. Pretendeva dal comune di Pescasseroli il pagamento di alcune utenze di energia elettrica che tra bollette e interessi di mora avevano raggiunto la considerevole cifra di 300 mila euro.
In realtà si trattava di bollette fasulle, relative a contratti mai stipulati dal Comune. La vicenda è finita davanti al presidente del tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, il quale al termine del dibattimento ha dato ragione al Comune, condannando la società Sorgenia Spa al pagamento delle spese processuali. Una storia singolare che fa ipotizzare anche eventuali responsabilità penali da parte di un incaricato di Sorgenia, che aveva stipulato i contratti con il Comune, firmandoli a nome di un ignaro cittadino di Pescasseroli. I fatti risalgono al periodo dal 2008 al 2010, quando da Sorgenia furono fatti recapitare al comune di Pescasseroli un atto ingiuntivo in cui si chiedeva il pagamento di fatture per la fornitura di energia elettrica per 200.000 euro, oltre a interessi di mora relativi a 20 contratti di fornitura sottoscritti per il Comune da tale P.G. Dall’ente sono caduti dalle nuvole, anche perché le stesse utenze erano state regolarmente pagate all’Enel. Così, tramite l’avvocato Roberto Saltarelli, al quale il sindaco aveva affidato il caso, il Comune si è opposto alla richiesta di Sorgenia, sostenendo che i contratti non erano mai stati stipulati e che il Comune continuava a essere fornito da Enel, tanto da chiedere di poter citare in giudizio l’uomo di Pescasseroli che avrebbe sottoscritto i contratti per conto dell’ente. Naturalmente P.G. che era all’oscuro di tutto, davanti al giudice non ha potuto far altro che disconoscere la propria firma, chiedendo anche i danni. E le verifiche disposte dal Tribunale tramite perizia calligrafica, gli hanno dato ragione in quanto la firma che figurava sui contratti non era la sua. Sorgenia è andata comunque avanti, sostenendo che il Comune aveva conseguito una utilità e quindi si era indebitamente arricchito non pagando la fornitura di corrente. All’esito del giudizio è risultato invece che fornitore di energia elettrica era Enel e che il comune di Pescasseroli aveva provveduto, proprio in virtù di questo rapporto di fornitura esistente, a pagare le bollette per quei punti di prelievo per i quali l’altro gestore aveva emesso le stesse fatture.
«Siamo soddisfatti dell’esito del processo e di essere riusciti a venire a capo di una vicenda giudiziaria molto complessa», ha affermato l’avvocato Saltarelli. Una vicenda che ora avrà una coda penale, perché a breve dalla procura di Sulmona partirà un altro procedimento giudiziario, nei confronti della persona che avrebbe architettato la storia sottoscrivendo contratti fasulli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA