Il consulente tecnico: «Di Filippo unico responsabile»

SULMONA. Stefano Di Filippo, 66enne di Notaresco imputato di omicidio stradale, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Sulmona. È accusato di aver provocato la morte del 70enne Fernando Ranalli,...
SULMONA. Stefano Di Filippo, 66enne di Notaresco imputato di omicidio stradale, è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Sulmona. È accusato di aver provocato la morte del 70enne Fernando Ranalli, persona assai nota in città e in tutta la regione per esser stato presidente del Comitato provinciale della Federciclismo fin dagli anni ’80. Grazie a lui, avevano preso slancio anche altre discipline sportive tra cui il pattinaggio, il tiro con l’arco e gli sport paralimpici. Un impegno, guidato da una passione fortissima, che lo stesso Coni gli aveva riconosciuto assegnandogli tutte le stelle al merito sportivo (bronzo, argento e oro, quest’ultima ottenuta nel 2012).
«Il consulente tecnico del pubblico ministero, il perito industriale Faustino Colarusso, ha attribuito all’automobilista la responsabilità unica ed esclusiva del sinistro», spiegano Gianni Di Marcoberardino e Mario Ricci, della sede di Giesse a Pescara. «L’imputato ha cercato di superare tre moto, su un tratto curvilineo in discesa con doppia linea continua. Non serve aggiungere altro, se non che, a seguito di questo comportamento scellerato e irrispettoso nei confronti degli altri utenti della strada, ha perso la vita un marito, un padre e un nonno». L’incidente risale al 29 luglio 2021, quando Di Filippo a bordo di una Mercedes, stava guidando lungo la Statale 17 da Roccaraso a Sulmona. A una velocità di circa 84 km/h, come risulta dalla perizia, superiore al limite di 50 km/h vigente su quella strada, tentò il sorpasso di tre motociclisti, quando l’ultima moto sterzò verso destra, urtando lo scooter sul quale viaggiava Ranalli, che cadde sull’asfalto. Trasportato con urgenza all’ospedale di Sulmona, Ranalli morì nella notte. (c.l.)
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