Il contagio dei meme che fa ridere la Marsica

Spopola ad Avezzano e dintorni il fenomeno social di vignette o foto satiriche I creatori: «Sono oggetto di dibattito e se ne discute anche nelle scuole»
AVEZZANO. Spopola il fenomeno dei meme. E la Marsica non fa eccezione. Ma che cosa sono i meme? Si tratta della diffusione di vignette satiriche che si propagano sui social attraverso la copia o l’imitazione d’immagini e battute. Avete presente l’uomo che tenta di pescare in una buca sulla strada? O le vignette circolate con il caso dell’anatra zoppa ad Avezzano?
I meme, ormai famosi in tutto il mondo, sono divenuti un vero e proprio strumento comunicativo neutro, che si è diffuso principalmente tra i giovani.
Gli studenti marsicani, ad esempio, hanno creato pagine Instagram anonime dove ironizzano in modo del tutto innocuo su professori e studenti, ma anche riguardo l’attuale situazione politica. Nel territorio della Marsica, il fenomeno mediatico nasce alla fine di novembre con l’avvento della pagina dedicata al Liceo classico Torlonia, da cui altre scuole hanno tratto ispirazione.
Grazie a questi meme, gli studenti hanno la possibilità di sfuggire dalla monotonia giornaliera, presentando in modo simpatico le problematiche tipiche dell’ambiente scolastico e cittadino.
Molteplici sono state le pagine Instagram contattate, le quali hanno sottolineato la loro passione per i meme e il loro interesse sulle tematiche che li circondano. Le pagine social contattate hanno risposto a vari quesiti in modo scherzoso, ironizzando anche su questioni interne alla pagina. Le risposte sono state analoghe, risultando a volte ripetitive. Tutte le pagine hanno subìto minacce di possibili denunce, ma grazie al supporto dei loro sostenitori sono riuscite ad andare avanti.
Questo è uno dei motivi per cui i creatori delle pagine non hanno voluto rivelare le proprie identità. Ma un’altra motivazione è che temono ripercussioni nella vita di tutti i giorni.
Tra gli aneddoti più curiosi suscitano interesse le storie raccontate da torlonia_meme, la quale narra che «alcuni dei professori menzionano i loro contenuti durante la pausa ricreativa». O lavezzanese, la quale ci ha raccontato che i loro meme «sono oggetto di dibattito e suscitano interesse anche tra i meno giovani». Lavezzanese ha dichiarato che si trae ispirazione soprattutto dal gruppo Facebook chiamato Sei di avezzano se…, in cui i cittadini si lamentano delle problematiche della città, come ad esempio la scarsa manutenzione del fondo stradale.
Le varie pagine contattate hanno lanciato un appello: la loro intenzione è quella di suscitare il riso e non vogliono offendere. E i creatori dei meme hanno aggiunto che sono dispiaciuti per le polemiche che si sono sollevate dopo la pubblicazione di foto senza permesso.
I giovani intervistati nel corso di questo lavoro, tra i quali il rappresentante del Liceo classico, dichiarano che i meme possono essere una buona fonte di divertimento e intrattenimento tra gli studenti, ma aggiungono che non devono urtare la sensibilità delle “vittime” e di non utilizzare le pagine per scopi personali.
Raffaele Chioccarelli
Amaral Ercole
Lucrezia Lancia
Daniela Ferrari
Ester Fabri
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