Il coraggio delle donne che resistono

2 Gennaio 2016

In una mostra le storie e le immagini di chi ha deciso di continuare a vivere nella città distrutta

L’AQUILA. Coraggio, resistenza e determinazione dalle donne dell’Aquila. È quello che viene fuori dai ritratti delle foto scattate negli anni successivi al terremoto del 2009 nell’ambito del progetto “Donne che non tremano”. Un’esposizione tra le più significative del post sisma, frutto del sodalizio professionale tra Ilaria Iacoviello, giornalista di Sky tg24, e il fotoreporter Gianpiero Corelli.

Immagini proposte a più riprese in città, anche attraverso uno speciale cofanetto. Le parole della Iacoviello e gli scatti di Corelli raccontano trenta storie di donne forti che hanno deciso nonostante la città distrutta di portare avanti quello che stavano facendo prima del 6 aprile, donne che hanno sofferto e gioito con un innamoramento o la nascita del figlio, professioniste affermate, legali, magistrate, oppure donne qualunque ognuna con una sua storia che sa sempre e comunque di lotta quotidiana. Dalla giocatrice di rugby Stefania Mannucci, al magistrato Roberta D’Avolio, da suor Nazarena Di Paolo alla giornalista Germana D’Orazio. Un’iniziativa concepita nella consapevolezza di fornire ulteriori spunti di riflessione alla tragedia aquilana.

«Dal 2009 è stato scritto di tutto sull’Aquila», ricorda la giornalista. «Un interesse che oggi a livello nazionale sembra essersi quasi esaurito. Se non fosse per gli anniversari o per le numerose inchieste. Ecco allora che si riaprono i taccuini e si cercano i numeri di telefono, si fanno bilanci su cosa è stato o non è stato, su chi è buono o cattivo, su chi è rimasto o se ne è andato», prosegue la giornalista. «Parliamo di donne, mogli, madri che nei loro rispettivi campi inseguono una quotidianità che continua a sfuggire, arrabbiandosi, angosciandosi, ma sperando che prima o poi qualcosa possa cambiare. “Jemo ’nnanzi”, “andiamo avanti”, dicono gli aquilani in un dialetto che non riesco ancora a pronunciare. Orgogliosi e gelosi di quell’amore profondo che li lega alla loro terra. Un piccolo tributo a chi non c’è più e a chi è rimasto. Un piccolo tributo a chi, nonostante tutto, all’Aquila continua a crederci ancora». Per maggiori informazioni si può far riferimento al sito internet del reporter: www.corellifotoreporter.it (fab.i.)

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