Il cordoglio degli amici: «Coppia sempre serena»

Un testimone racconta: «Li ho incontrati in piazza, nessun segno di difficoltà» Il dolore a Gagliano Aterno: mai un problema con Antonella, era molto riservata
L’AQUILA. La pioggia batte sull’asfalto nella mattina del primo freddo autunnale. In via Di Vincenzo, davanti alla palazzina della tragedia, l’unica presenza che rimanda a quanto successo la notte prima è una pattuglia dei carabinieri a bordo di una Jeep. I pochi residenti che passano sotto gli ombrelli non sanno o non hanno voglia di raccontare quello che hanno visto o sentito nei minuti in cui Antonella Vespa, 60 anni, originaria di Gagliano Aterno, ha ferito alla testa con una bottigliata il marito 68enne Giuseppe Colantoni – ingegnere, ex sindaco di Secinaro ed ex dipendente della Comunità montana Sirentina e della Regione – per poi buttarsi dalla finestra del loro appartamento al quarto piano.
UNA VITA TRANQUILLA
Qui la coppia, che ha un figlio di 20 anni, Andrea, studente universitario a Roma, risiedeva da quando Giuseppe aveva preso servizio come tecnico dell’assessorato regionale alla Cultura. «Era stato a lungo dipendente della Comunità montana della sua zona di origine», racconta un amico, «prima di trasferirsi in Regione, dove si è occupato di rendicontazione e gestione dei beni culturali fino alla pensione, qualche anno fa». Chi lo conosce e l’ha frequentato, parlandoci poche ore prima della tragedia, descrive Colantoni come una persona «mite e pacata». Anche dopo la conclusione dell’attività professionale aveva continuato a occuparsi del settore edilizio, interessandosi alle pratiche per l’eco-sismabonus assegnato per interventi di miglioramento energetico e antisismico degli edifici. Nonostante la moglie, diplomata all’Isef, non lavorasse, la famiglia non aveva problemi economici né tantomeno, evidenziano i conoscenti, lasciava trasparire difficoltà tali da far sospettare il terribile epilogo della notte tra lunedì e martedì. «Li ho incontrati qualche giorno fa mentre passeggiavano insieme nella piazza del mercato», è la testimonianza di un altro conoscente. «Erano sereni, niente poteva far pensare a quello che è poi successo». Le parole si ripetono e descrivono una «coppia tranquilla», insospettabile, dalla quale non traspariva quel disagio profondo che, secondo gli investigatori, è sfociato nel tentato omicidio-suicidio.
«PERSONA INTROVERSA»
L’unica spiegazione che i conoscenti riescono a darsi della tragedia risiede nell’estrema riservatezza della donna. «Non dava molta confidenza», sottolineano, «si teneva quasi sempre in disparte e parlava pochissimo». Dalle testimonianze emerge il carattere di una «persona introversa», schiva al punto di uscire pochissimo dalla propria abitazione e in quei rari casi sempre accompagnata dal marito. In ogni caso nessuno si capacita di come sia arrivata a compiere un atto così grave.
IL DOLORE A GAGLIANO
Anche nel suo paese d’origine la drammatica vicenda di cui è stata protagonista e vittima Antonella Vespa suscita profondo sconcerto. «Sono rimasto di stucco», confessa un compaesano della donna. «La ricordiamo come una ragazza tranquilla, riservata ma sempre serena, che non ha mai manifestato alcun problema». In paese abita ancora il padre 90enne di Antonella, che è stato per un periodo custode del Castello di Gagliano Aterno. (g.d.m.)
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