Il corteo vince ancora sulla pandemia otto figuranti sfilano verso la basilica

Altri trecento stazionano lungo il percorso. Per gli spettatori obbligo di prenotazione e Green pass Sarà un’edizione nel ricordo di Giovanna Di Matteo che per 14 anni ha curato gli abiti d’epoca
L’AQUILA. Un appuntamento immancabile. Il corteo storico della Perdonanza Celestiniana ha sfidato il terremoto del 2009, tornando a sfilare tra gli edifici feriti e puntellati, e per il secondo anno sfida la pandemia. Statico, con un numero ridotto di partecipanti, ingabbiato nelle misure restrittive, ma ancora una volta carico di emozioni. Un tuffo nel Medioevo, la magia della rievocazione storica e dei figuranti in costume, l’attesa per la Dama della Bolla, e su tutto il messaggio di pace di Papa Celestino V, che da 727 anni irrompe nella comunità aquilana, cercando passo dopo passo di risuonare nel mondo.
I PROTAGONISTI. Nell’anno in cui è la formazione il tema portante scelto per attualizzare il significato dell’evento celestiniano, i personaggi principali del corteo storico sono tre giovani: Dama della Bolla sarà Marianna Capulli, mamma e insegnante della scuola primaria del Torrione, il Giovin Signore sarà impersonato da Federico Santilli, neo-laureato in Medicina, e vestirà i panni della Dama della Croce Martina Ciccone, anche lei futuro medico e studentessa del Conservatorio Casella con la passione per il pianoforte. «In quest’edizione», ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi, «la narrazione è dedicata ai nostri figli che, insieme alle persone anziane, hanno subìto in maniera maggiormente traumatica gli effetti del Covid: la didattica a distanza, la mancanza di socialità per i ragazzi, l’olocausto generazionale per gli anziani».
IL RICORDO. Il 28 agosto mancherà qualcuno. Mancherà l’anima del corteo, colei che per 14 anni ne ha curato gli abiti d’epoca, con la grazia e la professionalità che la contraddistinguevano. Per onorare il lavoro filologico della storica dell’arte Giovanna Di Matteo, scomparsa nello scorso mese di aprile, c’è l’impegno a portare avanti il suo sogno: l’istituzione di un museo dedicato alla Perdonanza, con un laboratorio dove creare nuovi costumi storici. Ne parla, commosso, il tenente colonnello Pietro Piccirilli, tra i veterani nell’organizzazione della sfilata: «Giovanna ha rivoluzionato l’aspetto estetico e storico del corteo della Bolla del Perdono, noi vogliamo continuare sul solco da lei tracciato e intitolarle il museo della Perdonanza, un progetto che si coltiva da anni». Importante il contributo dato da Giovanna Di Matteo al riconoscimento del Giubileo aquilano come patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco.
LE REGOLE. Solo in 8 sfileranno verso la basilica di Collemaggio: la Dama della Bolla con il Giovin Signore e la Dama della Croce, il sindaco Pierluigi Biondi, il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, due carabinieri in alta uniforme che scorteranno l’antico gonfalone con i colori medievali della città, il bianco e il rosso, sorretto da Ferdinando Carluccio. Il mini-corteo partirà alle 18 dalla chiesa di Cristo Re, mentre il corteo statico, composto da circa 300 figuranti, stazionerà lungo il percorso e potrà essere ammirato da gruppi di massimo 600 persone ogni 20 minuti, previa prenotazione e possesso del Green pass. L’accesso sarà regolamentato con la formula sperimentata dei braccialetti di diverso colore: giallo per assistere al corteo, verde per sedersi nel piazzale di Collemaggio. Qui, dopo la lettura della Bolla, la messa verrà celebrata all’aperto, davanti a 1.000 fedeli, e con l’apertura della Porta Santa, da parte del cardinale Enrico Feroci, si potrà lucrare l’indulgenza senza superare le 200 presenze simultanee all’interno della basilica.
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