Il Cotugno aspetta il musp delle Pie Filippini

10 Agosto 2019

Gli studenti chiedono normalità e lanciano l’appello al Comune per la concessione di quegli spazi

L’AQUILA. Rincorrono la normalità, gli studenti del Liceo Cotugno, che da tre anni sono dislocati su più sedi, con tutti i disagi che ne conseguono. Quando manca più di un mese alla riapertura delle scuole, si cercano certezze sulla disponibilità del musp delle suore Pie Filippini, dopo che la Provincia ne ha chiesto l’utilizzo al Comune: il fabbricato provvisorio, uno dei tanti sorti dopo il sisma, si trova in via Madonna di Pettino, vicino agli altri due moduli che ospitano le aule del Classico e del Linguistico, ed è stato lasciato dalle suore, tornate nella sede storica. Qui potrebbe insediarsi il liceo delle Scienze Umane, attualmente “poggiato” al Colecchi di Colle Sapone, in modo da ridurre i problemi legati allo “spezzatino” delle classi, in attesa che possa tornare fruibile, a settembre del 2020, la sede unica di via Da Vinci, dove sono in corso i lavori di adeguamento e miglioramento sismico finanziati dalla Provincia con oltre 1 milione di euro. Ancora da definire, invece, l’area dove dovrebbe sorgere il nuovo edificio scolastico del Cotugno, anche questo già progettato e finanziato. A sollecitare le istituzioni coinvolte sono stati Tommaso Cotellessa, rappresentante degli studenti, il presidente del consiglio d’istituto Enzo Brancadoro e la rappresentante dei docenti Enza Maria Roscetta, affiancata da altri professori. La soluzione prospettata con l’utilizzo del musp delle suore lascerebbe fuori dalla riorganizzazione degli spazi, ancora per un altro anno, il liceo Musicale e il Les, l’indirizzo economico sociale delle Scienze Umane. Ma sarebbe un passo avanti, che permetterebbe tra l’altro a Classico, Linguistico e Scienze Sociali di avere una palestra. «Da tre anni», ha spiegato Cotellessa, «stiamo portando avanti una battaglia che non è solo per la nostra scuola, ma per tutta la città e per le generazioni di studenti che verranno. Da tre anni, dopo esserci ritrovati senza una scuola, viviamo la nostra quotidianità rincorrendo la normalità. Adesso chiediamo a chi di competenza di fare uno sforzo, nell’immediato, per mettere a disposizione il musp, come già concordato». L’appello è al Comune, proprietario dell’immobile, e alla Provincia, che gestisce gli istituti superiori. Il sindaco Pierluigi Biondi aveva dato il suo assenso, ma finora non è arrivato alcun atto ufficiale. Per questo studenti, docenti e genitori chiedono di velocizzare le procedure. (r.s.)
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