Il Cotugno dislocato in 5 diverse sedi

Mancini: la ricostruzione delle scuole è ferma coi soldi in cassa. Biondi, Caruso e Calvisi farebbero bene a dimettersi
L’AQUILA. È stata comunicata ieri pomeriggio, da parte della preside Serenella Ottaviano (foto piccola), tramite il sito web della scuola, la dislocazione delle classi del Cotugno negli edifici assegnati dalla Provincia: cinque sedi per 49 aule. Un’informazione che aspettavano con ansia i 1.200 alunni della scuola e che è stata accolta non senza polemiche. «La cosa assurda è che tutti gli indirizzi, tranne due, sono divisi su più sedi. Gli studenti perdono ogni identità e rischiano di dover fare educazione fisica di pomeriggio», hanno commentato i consiglieri comunali d’opposizione Angelo Mancini e Giustino Masciocco, che ieri mattina hanno fatto il punto della situazione in una conferenza stampa. «Bisogna mettere mano alla viabilità di Collesapone, altrimenti alla riapertura delle scuole il traffico non sarà più controllabile. Se il sindaco, Pierluigi Biondi, il presidente della Provincia, Angelo Caruso e il suo consigliere delegato, Vincenzo Calvisi, non sono in grado di risolvere il problema dell’edilizia scolastica, si dimettano», ha tuonato Mancini. «La ricostruzione delle scuole è ferma, con i soldi in cassa».
LE SEDI. Il problema maggiore resta quello del Cotugno, la cui sede a Pettino è stata dichiarata inagibile da una sentenza del Tar. «L’edificio era stato ristrutturato nel 2009 con interventi per 3,7 milioni di euro», ha detto Mancini, all’epoca preside della scuola. «Dopo il terremoto sono state molte anche le donazioni, per centinaia di migliaia di euro, finalizzate a realizzare i laboratori e la palestra. È incredibile che sia chiuso». La scuola lunedì sarà riaperta su 7 plessi: ai cinque che ospiteranno le aule bisogna infatti aggiungere quello di Pettino, inagibile, ma che di fatto ospita ancora gli uffici di segreteria, e la sede del Convitto in un musp di via Ficara. Un altro problema riguarda i musp ex Micarelli ed ex Dottrina Cristiana, in cui saranno accolti gli indirizzi Linguistico e Classico (che in parte tornerà anche nella sede della Carducci): «Sono tarati per le materne e le elementari: sarebbe stato opportuno almeno cambiare i sanitari, ma non c’è stato tempo», ha aggiunto Mancini. «Anche il personale non è numericamente adeguato a coprire così tante sedi».
COLLESAPONE. C’è bisogno di un piano di emergenza per il polo scolastico più grande della città, soprattutto dopo la chiusura di via Acquasanta. «È anche stato redatto, ma è rimasto lettera morta» ha spiegato. «Il muro della caserma, a causa della chiusura della strada di collegamento a Collesapone, va sistemato subito. Non si può aspettare di mettere 4.000 persone nelle scuole senza via di fuga».
PALESTRE. «Il Cotugno non avrà le palestre», ha concluso Mancini. «Ce n’è solo una piccola alle Micarelli. C’è il rischio che i ragazzi facciano educazione fisica il pomeriggio».
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