«Il De Nino-Morandi va riaperto in città»

29 Settembre 2021

SULMONA. Il comitato De Nino-Morandi si appella al futuro sindaco di Sulmona: «Bisogna riaprire la scuola». A pochi giorni dal settimo anniversario della chiusura dell’istituto per ragionieri e...

SULMONA. Il comitato De Nino-Morandi si appella al futuro sindaco di Sulmona: «Bisogna riaprire la scuola». A pochi giorni dal settimo anniversario della chiusura dell’istituto per ragionieri e geometri della città Franco D'Amico, portavoce del comitato nato per seguire la vicenda, invia una lettera aperta al futuro primo cittadino che sarà eletto lunedì prossimo. «Passano gli anni, cambiano gli amministratori ma la scuola sta sempre lì», scrive, «simbolo del degrado, dell’incuria, dell’abbandono e della vergogna, senza usare giri di parole. L’inerzia e il silenzio di tutte le autorità che hanno competenze sull’istruzione mortificano moralmente intere generazioni che nel corso degli anni sono cresciute nell’istituto tecnico De Nino-Morandi di Sulmona». Solo qualche settimana fa la Provincia aveva annunciato la ripresa dell’iter per l’affidamento dei lavori della scuola, chiarendo che dall’apertura del cantiere serviranno almeno 540 giorni per restituire la struttura nuova e sicura ai circa 300 studenti che per ora sono ospitati a Pratola Peligna.
«Il mantra di ogni sindaco è sempre lo stesso: la scuola è di proprietà della Provincia: adesso basta», continua il referente, «come comitato, che rappresenta il simbolo della battaglia e che si è sempre speso per il ritorno della popolazione scolastica a Sulmona, chiediamo un impegno forte e solenne al futuro sindaco della città attraverso questa lettera aperta. Chiunque esso sia deve porsi come valido interlocutore con la Provincia per un ripristino della scuola e per un ritorno immediato della popolazione scolastica a Sulmona». D’Amico chiarisce che «il giorno dopo l’insediamento, oltre al tribunale, alla Snam e a tutti gli impegni presi, il De Nino-Morandi deve essere il chiodo fisso della prossima amministrazione comunale. Non è un caso che l’eventuale secondo turno di questa tornata elettorale coincide proprio con il settimo anniversario della chiusura della scuola, del suo trasferimento a Pratola Peligna, del sequestro preventivo di un corpo di fabbrica per l’inchiesta in corso su presunti lavori sbagliati post-sisma. Ora basta, di tempo ne è passato anche troppo». (e.b.)
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