«Il decreto bloccherà la ricostruzione»

19 Giugno 2015

Presa di posizione delle associazioni degli amministratori di condominio che criticano la norma sulle responsabilità penali

L’AQUILA. In riferimento al nuovo decreto legge sulla ricostruzione aquilana prendono posizione Mauro Basile (Anaci Abruzzo), Tiziana Alfonsi (Anaci L'Aquila), Massimiliano Aniballi (Aiac L'Aquila), Vincenzo Marucci (Apaci Abruzzo). Si tratta dei rappresentanti delle associazioni degli amministratori di condominio. «Ad avviso delle nostre Associazioni» scrivono «diverse norme tra quelle contenute nel testo del decreto rendono difficilmente praticabile un veloce processo di ricostruzione. Ciò che appare con chiarezza, intanto, è che il legislatore, in tema di Condomini/Consorzi ha rappresentato a se stesso scenari puramente ipotetici ed idilliaci che non corrispondono affatto alle reali prassi o situazioni che si vivono all'interno di questi. Va ricordato che nella realtà i Condomìni sono costituiti da Assemblee di cittadini che non hanno necessariamente esperienza di gestione della cosa pubblica e che in gran numero non ne conoscono né il significato né i risvolti. Fino a prova contraria essi sono una delle prime cause dell'intasamento dei tribunali con procedimenti civili che riguardano comportamenti determinati molto spesso da rancori o invidie irrilevanti.

Il legislatore inoltre non ha tenuto minimamente conto del fatto che nel caso della ricostruzione, affidando alla figura "ordinaria" dell'Amministratore di Condominio/Presidente di Consorzio un incarico “straordinario” di natura pubblicistica fosse assolutamente necessario un periodo di "adattamento" non soltanto delle predette figure, ma delle stesse Assemblee di Condominio (e quindi dei cittadini che le compongono) nonché degli Enti che hanno il compito di gestire i procedimenti ed effettuare i controlli. Magistratura compresa. Queste entità andrebbero messe in condizioni di concordare e formalizzare prassi e modalità, coordinandosi sul territorio e confrontandosi non con una “testa” lontana che risiede a Roma, ma con l'Ente che ha il maggior interesse al veloce recupero del territorio interno: la Regione. Ciò proprio per garantire lo scopo che lo stesso Decreto dichiara di voler assumere: l'accelerazione dei processi di ricostruzione. Ma questo pensiero non sfiora il legislatore.

Prima di tutto occorre chiarire il significato concreto dell'incarico affidato agli Amministratori/Presidenti. Ogni attività, dalle convocazioni alla realizzazione della volontà assembleare posta in essere da costoro dovrà ora essere da questi stessi valutata necessariamente sotto il profilo della possibile rilevanza penale. Infatti tutti gli eventuali reati comuni assumono ora automaticamente la forma di "reato proprio" della funzione e, pertanto, vedono una sanzione maggiore trasformando, in linea di massima, quelle che prima erano delle possibili sanzioni amministrativo/civili in sanzioni penali. Ciò significa che quella che poteva comunque essere prima considerata come una ordinaria amministrazione condominiale (sia pure dedicata alla ricostruzione e quindi da operare con le regole speciali poste per essa) è già scomparsa per assumere ora un carattere ed un significato completamente diversi. Infatti gli Amministratori/Presidenti dovranno attenersi, ora più che mai, allo strettissimo rispetto della norma essendone stati nominati praticamente, i custodi. Tutto ciò certamente non favorirà alcuna accelerazione dei processi della ricostruzione ma ne costituirà un ostacolo notevole.

Questo comporta, innanzi tutto che, se in situazioni normali la gestione condominiale è da sempre stata caratterizzata da un altissima litigiosità e spesso situazioni complesse sono state superate grazie alla disponibilità degli Amministratori/Presidenti ad assumersi responsabilità diverse che non sarebbero spettate loro, ciò da oggi in poi non potrà più accadere e se da un lato vi potrebbe essere una certa garanzia di legalità, dall'altro, invece, i processi di ricostruzione verranno fortemente rallentati perché subiranno una fortissima, inevitabile, burocratizzazione. Questo però nonostante la sua fortissima rilevanza, ci pare il male minore tra quelli che stiamo segnalando.

Infatti ciò che appare ridicolo e che dimostra senza ombra di dubbio che il legislatore non ha la benché minima idea di cosa significhi dover gestire un Condominio da un lato e rapporti con tecnici e ditte dall'altro, è che siano state ignorate le indicazioni che pure avevamo dato nella fase di preparazione delle norme approvate. Avevamo infatti proposto che, a fronte di un incarico tanto gravoso e che non abbiamo assolutamente contestato, venisse riconosciuto qualche potere che ci consentisse di avere un ruolo da un lato nei confronti delle Assemblee e, dall'altro, anche di quelle che a questo punto occorre definire come “controparti”: tecnici e ditte. Per esempio il potere di sospendere le deliberazioni dubbie e di ricorrere, quindi, agli uffici legali o tecnici competenti (da individuare) per l'espressione di un parere vincolante. Ma anche darci la possibilità di interventi cautelativi nei confronti dei tecnici o delle Ditte stesse se inadempienti. Ciò non è accaduto. Perciò non è peregrino attendersi che se un'assemblea delibererà in senso contrario alla norma o all'interesse generale o pubblico (il ruolo dell'incaricato di pubblico servizio sta proprio nel garantire il raggiungimento dell'interesse pubblico), l'Amministratore/Presidente si troverà dinanzi ad una scelta complessa: non portare a compimento la deliberazione (correndo il rischio, vista la sua nuova veste, di essere denunciato dal Condomìnio/Consorzio per omissione d'atti d'ufficio), oppure realizzare la deliberazione (rendendosi così complice di possibili reati od omissioni) o dimettersi dall'incarico. Quarta ed ultima possibilità, ridicola al solo pensarci, denunciare l'Assemblea di condominio. Tutto ciò è palese, rallenterà, i tempi della ricostruzione. Con quali mezzi e strumenti, insomma, l'Amministratore/Presidente riuscirà a gestire un Condominio/Consorzio litigioso in presenza di queste nuove responsabilità e procedure? Inoltre va sottolineato che non pochi sono i Condomìni (ma anche Consorzi) in cui quale Amministratore/Presidente è in funzione o già era in carica un semplice condomino. La maggioranza di queste persone si troveranno certamente in difficoltà rispetto all'applicazione di questa norma».