Il dono Caritas: ecco la casa dell’accoglienza

20 Maggio 2021

Inaugurato l’edificio voluto dal vescovo. Ospiterà persone in difficoltà: 20 letti e un centro medico

AVEZZANO. Un tetto per chi non ha un letto dove dormire, per una giovane mamma con il suo bambino, ma anche un punto di riferimento per un papà divorziato o per un migrante arrivato da lontano. Tutto questo è “Casa Fratelli tutti”, una struttura fortemente voluta dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, dove la parola d’ordine sarà sempre accoglienza. L’edificio dove un tempo si trovavano le suore Trinitarie, a due passi dalla chiesa di San Giovanni, è stato acquistato e ristrutturato dalla diocesi grazie ai fondi dell’8 per mille e della Caritas nazionale. L’intervento, come ricordato dall’economo don Francesco Tudini, è costato 500mila euro e ha permesso alla Caritas di creare una casa con 20 posti letto per l’accoglienza abitativa, una sala riunioni, un centro d’ascolto, un gabinetto medico – allestito grazie alla collaborazione della casa di cura Di Lorenzo – una cucina e una sala colazione. «Quest’opera vuole essere il segno di una Chiesa che seppur con le sue fragilità vuole essere Chiesa del prossimo», sottolinea con commozione il vescovo, «all’inizio del mio ministero ho detto: vogliamo essere una Chiesa di volti. La storia va avanti, la storia continua e deve farlo attraverso voi». Entrando nell’edificio, che prende il nome dall’enciclica di papa Francesco, si respira un’aria di casa. L’intento è quello di creare percorsi di inclusione e reinserimento, grazie agli spazi a disposizione e alla forza dei volontari. Don Carmine Di Bernardo e Lidia Di Pietro, rispettivamente presidente e direttore della Caritas diocesana, hanno ricordato le molteplici iniziative portate avanti in questi mesi di pandemia per aiutare persone fragili, famiglie in difficoltà e tanti marsicani rimasti senza lavoro. La mensa, l’emporio solidale e poi il fondo San Berardo che ha dato e continua a dare sostegni concreti per un totale di 400mila euro. «L’emergenza Covid ci ha spinto a rivedere tutto mettendo in atto la fantasia della carità», afferma don Francesco Soddu, direttore Caritas Italiana, «si è parlato di opere segno, questa lo è sicuramente». Soddisfatto anche il sindaco Gianni Di Pangrazio. Il sorriso dei bambini della scuola per l’infanzia San Giovanni ha animato il taglio del nastro accompagnato da un lungo applauso e dal volo dei palloncini colorati.
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