Il frate esorcista condanna Halloween

TRASACCO. Halloween, la festa pagana delle popolazioni celtiche, incarna il «regno del male, della perdizione», ma il miglior antidoto per combattere il demonio, «che esiste e fa il suo mestiere,...
TRASACCO. Halloween, la festa pagana delle popolazioni celtiche, incarna il «regno del male, della perdizione», ma il miglior antidoto per combattere il demonio, «che esiste e fa il suo mestiere, cercando di indurci sempre nel peccato», per padre Eugenio Di Giamberardino, esorcista dell’arcidiocesi Chieti-Vasto, alla fine è sempre lo stesso: non farsi condizionare, seguendo la parola di Dio e, in terra, di Papa Francesco.
Ai piedi dell’altare della basilica dei Santi Cesidio e Rufino, di fronte ai fedeli padre Eugenio, in linea con il Bergoglio-pensiero, ha affermato che «lo sviluppo del bene, la maturazione spirituale e la crescita dell’amore sono il migliore contrappeso nei confronti del male», esortando i cristiani a non smarrire la strada del Signore. «È quella la via maestra da seguire», ha ricordato il prete-esorcista, chiamato a Trasacco da don Francesco Grassi, abate della basilica dei Santi Cesidio e Rufino, per mettere in guardia i fedeli dal pericolo di Halloween, la festa celtica sempre più in crescita in Italia, che «sotto le zucche nasconde le insidie del maligno».
L’occasione è stata il convegno dal titolo: “Teste di zucche”, organizzato dall’Associazione San Gabriele dell’Addolorata di Trasacco, presieduta da Ettore Raschiatore. Il sacerdote, che alla fine ha distribuito un libricino con alcuni consigli da seguire per proteggersi dal demonio, ha messo in guardia i fedeli. «Il diavolo c’e», ha scandito padre Di Giamberardino. «Certi fenomeni ci sono, anche se sono molto rari, però non bisogna pensare soltanto alle cose appariscenti. Il demonio agisce subdolamente, il modo migliore per non farsi traviare è combattere il peccato. Non si può vivere senza regole a partire dai comandamenti e quando si cade nel peccato non si obbedisce a Dio. Con il demonio è meglio non scherzare».
Il vero campo di battaglia per sconfiggere il demonio per il padre-esorcista, che limita il numero degli indemoniati, a sua conoscenza, a un solo caso nel Chietino, «è dentro di noi. Ci sono persone che soffrono, però non riescono a trovare la causa, quando si rivolgono all’esorcista il sacerdote le aiuta, però se poi continuano a peccare serve a poco».
Sulla stessa lunghezza d’onda don Francesco Grassi: «Padre Eugenio», ha affermato, «ha saputo parlare a 360° di tutte le cose ingannevoli che ci circondano. Bisogna tenere gli occhi ben aperti, soprattutto – lo dico ai genitori – con i figli, i social e tutte le porcherie che ci ruotano attorno e che spesso, troppo spesso, rischiano di allontanare le persone da Dio e portarle verso quel mondo opaco dove si nasconde il demonio, fino a che non accadono tragedie».(m.s.)
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