Il fratello di Roberta: diteci com’è morta

6 Dicembre 2020

La Procura dà incarico per l’autopsia dopo la denuncia dei familiari. Un mese fa la 44enne si era schiantata contro un Tir

CERCHIO. Sarà l’autopsia a far luce sulla morte di Roberta Ciaglia, la 44enne di Cerchio deceduta in ospedale all’Aquila a circa un mese da un incidente stradale in cui era rimasta ferita a una gamba. Ieri mattina il sostituto procuratore dell’Aquila, Guido Cocco, che coordina l’inchiesta, ha affidato l’incarico al medico legale che con probabilità potrebbe eseguire l’esame tra domani e mercoledì. La magistratura procede per omicidio colposo, al momento, contro ignoti. Il fascicolo d’indagine è stato aperto in seguito alla denuncia presentata dal fratello della vittima. Ai carabinieri di Cerchio l’imprenditore aveva riferito di «non chiare né tantomeno spiegabili ragioni del decesso, del quale ancora non ci viene comunicata la causa» chiedendo «che si proceda con urgenza al sequestro della cartella clinica e all’esame autoptico sulla salma al fine di accertare la sussistenza o meno di profili di colpa dei sanitari che hanno avuto in cura». Gianni Ciaglia è assistito dagli avvocati Berardino Terra e Franco Paolini che stanno cercando di ricostruire anche le dinamiche del sinistro. Secondo le prime informazioni, circa un mese fa l’auto guidata dalla marsicana era rimasta coinvolta in un frontale con un mezzo pesante lungo la Tiburtina Valeria, tra Avezzano e Cappelle dei Marsi (frazione di Scurcola Marsicana). Uno schianto piuttosto violento stando alle foto della macchina andata quasi distrutta nell’urto con il mezzo pesante. Sempre secondo le prime frammentarie informazioni, sul luogo del sinistro sarebbero intervenute sia le forze dell’ordine per i rilievi che un’ambulanza del 118 per prestare soccorso ai feriti. Riportando lesioni ad una gamba, la donna aveva fatto ricorso alle cure del pronto soccorso di Avezzano. Era stata ricoverata per alcuni giorni, ma una volta dimessa era tornata nella stessa struttura sanitaria lamentando ancora dolori. I medici dell’ospedale di Avezzano avevano deciso di trasferirla al San Salvatore dell’Aquila, ma improvvisamente le condizioni della 44enne si sono aggravate. In seguito alla comparsa di febbre alta era stata trasferita nel reparto di rianimazione dove, purtroppo, è sopraggiunto il decesso. Nella denuncia i familiari hanno riferito di non conoscere le cause della morte, non comunicate loro dai sanitari. L’unica certezza è che la marsicana non era positiva al Covid19. Per questo i parenti di Roberta Ciaglia non riescono a darsi pace e vogliono scoprire cosa le sia esattamente accaduto e, soprattutto, se la sua morte sia frutto di eventuali negligenze mediche oppure no. Una vicenda tanto assurda quanto inspiegabile per i fratelli Nicola, Nino, Gianni e Massimo determinati ad andare «fino in fondo alla verità». Da fissare la data dei funerali.
©RIPRODUZIONE RISERVATA