Il fratello ucciso dal killer e la fuga fino all’ospedale

AVEZZANO. Diciotto anni fa, il 7 agosto del 2005, Claudio Morelli e il fratello Mario avrebbero suonato alla porta dell’abitazione di Ivo Aschiarolo a Pescina, chiedendogli di scendere. Mentre...
AVEZZANO. Diciotto anni fa, il 7 agosto del 2005, Claudio Morelli e il fratello Mario avrebbero suonato alla porta dell’abitazione di Ivo Aschiarolo a Pescina, chiedendogli di scendere. Mentre risalivano in auto, Aschiarolo si affacciò alla finestra di casa e, armato di fucile, esplose dei colpi contro i due fratelli rom. Il primo raggiunse Mario Morelli alla testa. Il pugile morì sul colpo. Il quadro dell’auto, all’arrivo dei carabinieri, era ancora acceso. Claudio Morelli fu invece colpito di striscio e uscì dal veicolo allontanandosi di corsa, per cercare di raggiungere l’ospedale. I fatti avvennero in via Luigi Sturzo. Aschiarolo, a quel punto scese in strada e, sempre armato, raggiunse l’ospedale di Pescina dove pensava probabilmente di trovare “Peppe lo scuro” e finirlo. A fermarlo e disarmarlo furono il padre e i carabinieri. Il rom ferito fu curato dai medici del pronto soccorso e riuscì a salvarsi. L’omicida scontò una pena di 14 anni e due mesi di carcere, gran parte dei quali trascorsi in una struttura psichiatrica.
Una volta uscito finì di nuovo nei guai. Al culmine di una lite stava quasi per ammazzare l’amico dopo avergli sferrato quattro coltellate. Si tratta di R.P., 38enne di Celano. L’aggressione si consumò in un campo nei pressi dello stadio Barbati di Pescina. Questa volta Aschiarolo se la cavò con una denuncia per lesioni, minacce e porto abusivo di armi, un coltello da cucina con una lama di venti centimetri.(f.d.m.)
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