Il gas misterioso è arrivato dal Chietino

Il satellite svela l’origine dei cattivi odori che hanno allarmato la Valle Peligna. Non si esclude l’inquinamento
SULMONA. L’indagine con il satellite ha evidenziato la presenza di formaldeide, biossido di azoto e metano nell’aria della Valle Peligna. Gas pericolosi per la salute umana se inalati a lungo. Il fenomeno, le cui cause sono ancora in fase di studio, era stato segnalato da alcuni cittadini della zona di Sulmona che avevano avvertito, intorno alla metà di luglio, un forte odore di gas. Cosa che aveva suscitato qualche preoccupazione. Poi, in capo a qualche giorno, è scattata l’osservazione con i satelliti da parte dei tecnici dello Studio ambientale di ricerca e cultura scientifica tecnologica. «I gas che sono stati individuati in forma più massiccia rispetto alla normalità», spiega Michele Andreozzi, presidente del Sarelf, «sono arrivati dalla provincia di Chieti, complice anche le perturbazioni di quei giorni, e sono scesi in Valle Peligna arrivando da sud est. Il loro passaggio ha interessato prima Campo di Giove e, poi, si sono concentrati principalmente nella zona industriale di Sulmona». La presenza dei gas, accertata dall’occhio del satellite Sentinel dell’Esa Copernico, in grado di rilevare le variazione degli stessi nell’atmosfera, richiede però altre indagini per capire da dove si siano sprigionati. Infatti, nel recente studio sono stati individuati due punti con maggiore concentrazione di gas. Il primo sarebbe legato alla presenza delle nuvole temporalesche che tendono ad aggregare i gas, e l’altro è stato rilevato a sud del Chietino.
Entrambi necessitano di ulteriori approfondimenti per capire se si tratta di un fenomeno naturale, oppure dovuto a qualche azione dell’uomo o, ancora se la loro presenza possa essere ricondotta a illeciti. Per questo le attività dal Sarelf stanno andando avanti e continueranno almeno sino a settembre quando tutti i dati, compresi quelli dell’attuale monitoraggio, saranno completi. «Per individuare le cause della presenza dei gas nella Valle Peligna, ora tornati nella norma», conclude Androzzi, «passeremo al vaglio altre immagini satellitari alla quali abbineremo anche quelle fornite dalla tecnologia Sar che consente di fare uno studio approfondito del terreno e valutare eventuali abbassamenti o rigonfiamenti dello stesso».
Lo studio una volta completato, dovrebbe essere la base per eventuali provvedimenti che dovranno prendere l’Arta, i vigili del fuoco e le amministrazioni comunali. Il Sarelf sta eseguendo l’indagine dalla postazione aperta nel comune di Pratola e vede oltre a questo Comune, la collaborazione di altri Enti pubblici, come il Comune di Sulmona. In Valle Peligna, l’osservazione con il satellite ha interessato in passato anche gli incendi del Morrone e la frana avvenuta nella stessa montagna che continua ad essere monitorata.
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