“Il giardino segreto” dieci brani nell’album di Miriam Foresti

7 Dicembre 2018

È la prima raccolta della cantautrice aquilana di adozione Omaggi e citazioni nel compendio del suo percorso musicale

L’AQUILA. Si può sempre ricominciare, non è mai troppo tardi per recuperare o riparare a un errore. È forse questo il messaggio nascosto nell’album “Il giardino segreto” di Miriam Foresti, il primo della giovane cantautrice, romana di nascita e aquilana di adozione. Dieci brani autobiografici dei quali ha scritto musica e testi; storie, sensazioni e riflessioni, fissate in momenti diversi della vita ma accomunate da un solo messaggio: si può rinascere, così come succede, appunto, alle piante di quel “giardino segreto” con il passare delle stagioni. Cambiamenti e rinascite che passano attraverso sonorità folk, pop e jazz. “Il giardino segreto”, in definitiva, è un compendio del percorso musicale di Foresti con omaggi e citazioni: da Joni Mitchell in “Persa nel blu” a Nick Drake, al quale è dedicata “I know a place”, all’universo jazz con “Quella sera” (costruita sugli accordi dello standard “There will never be another you” di Harry Warren e Mack Gordon) e a quello gospel con “Father”. È la chitarra acustica ad assumere un ruolo centrale in tutti i brani: «Devo molto a questo strumento», dichiara la cantautrice, «ne amo il suono e le possibilità compositive che offre, grazie anche agli accordi alternativi. Non sono una chitarrista, sia chiaro. L’ho studiata da autodidatta, ma sento che mi completa». Ospite d’eccezione dell’album è Javier Girotto, sassofonista e compositore jazz di fama internazionale. Foresti è cresciuta all’Aquila e ha iniziato a cantare con Simona Molinari. Il disco, che esce per l’etichetta Isola Tobia Label e che vede la partecipazione di oltre 15 musicisti, è suonato quasi interamente live (pochissime le sovrincisioni) per ottenere un effetto da “sessione jazz” più che da incisione di un disco pop. «Ci sono dei difetti», spiega Miriam Foresti, «ma è una fotografia di quei giorni in studio alla Casa del jazz di Roma. Se registrassimo di nuovo, l’album sarebbe diverso». Nel 2017 l’artista è stata ospite del “Women in Music”, festival itinerante tutto al femminile dedicato alle cantautrici. Dal 2011 al 2017 è stata voce solista negli spettacoli “Sciuscià e altre storie” e “Un incontro tra cinema e teatro” di e con Davide Cavuti e Michele Placido. Per gli stessi registra il brano Rosamunda nella colonna sonora del film Itaker di Toni Trupia con Michele Placido e Francesco Scianna. Nel settembre del 2012 si è esibita con il suo trio in occasione del raduno nazionale di Emergency all’Aquila; nello stesso anno è stata protagonista di Frigorifer: una storia vera, musical tratto dall’omonima sceneggiatura di Mario Fratti (Nine), con musiche di Luciano Di Giandomenico, regia di Stefano Genovese, di cui cura l’adattamento del libretto e la scrittura delle liriche insieme a Federica Ferrauto, Marco Rotilio e Augusto Marra.
JOE STRUMMER. Questa sera L’Aquila celebra per la 13ª volta Joe Strummer. Sul palco dell’Irish Cafè saliranno, intorno alle 22,30, le teramane Wide Hips, band al femminile: venature di soul, riff di detroitiana memoria e rock&roll sono presenti nei loro brani. A seguire sarà la volta dei The Dirtiest, punk ’77 rock band formata tre anni fa Firenze da Billy Boy e Luca D. Cash, già membri di garage band attive nel panorama musicale europeo come gli italiani Los Dragos e The Apes Party, e gli irlandesi The Nackers. In occasione del Joe Strummer Tribute vol. 13, organizzato come sempre dal collettivo Novenove City Rockers, la libreria Polarville inaugurerà oggi alle 18 una mostra dei lavori originali degli artisti che hanno prestato la loro opera alla realizzazione delle locandine dei tributi a Strummer. Gli artisti sono Vincenzo Russo, Kobra Tattoo Machines, Pelin, DesX, Lorenzo Palloni e Andrea Venezi.
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