Il giudice al Comune: sì al cambio di sesso

1 Febbraio 2023

Autorizzata nuova identità per una 23enne avezzanese che dovrà sottoporsi a intervento chirurgico 

AVEZZANO. Chiede di cambiare sesso all’anagrafe di Avezzano già prima del trattamento chirurgico e ottiene l’autorizzazione dopo una lunga battaglia. È quanto stabilito dai giudici del tribunale di Avezzano che hanno accordato la richiesta basandosi su un principio sancito dalla Corte costituzionale a seguito di diverse sentenze di alcuni tribunali italiani e della Cassazione. Una storia a lieto fine quella di una ragazza avezzanese di 23 anni intenzionata a modificare la propria identità di genere sottoponendosi a un trattamento medico-chirurgico per l’adeguamento dei suoi caratteri sessuali a quelli maschili. Ma i giudici del tribunale civile di Avezzano (presidente Maria Proia, a latere Francesca Greco e Caterina Lauro) sono andati oltre e contestualmente, alla luce dello stato di avanzata virilizzazione raggiunto dalla richiedente, hanno ordinato all’ufficiale di stato civile del Comune di Avezzano di effettuare la modifica nel relativo registro mediante l’indicazione del nuovo sesso indicando il nuovo nome di battesimo. In particolare, la ricorrente ha dimostrato di aver assunto, fin dall’infanzia, «l’aspetto e gli atteggiamenti tipici di un uomo. Dunque, al fine di adeguare l'aspetto fisico alla propria personalità, ha intrapreso una cura ormonale e ha annunciato di aver programmato il trattamento chirurgico all’ospedale Niguarda di Milano». Ha poi spiegato che «la propria condizione di disforia di genere è stata attestata da psicologi e psichiatri dell’ospedale milanese, precisando di aver assunto, grazie ai trattamenti ormonali iniziati da circa tre anni, l’aspetto esteriore di un uomo, tanto da essere noto tra amici e conoscenti con il proprio nome al maschile».
È emerso inoltre che la mancata corrispondenza tra sesso anatomico e sesso anagrafico creava in lei un disagio psicofisico. Non essendo sposata e non avendo figli, il contraddittorio è stato instaurato solo nei confronti del sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano che non si è costituito in giudizio. Ma non è stato facile. Infatti, la ragazza, ora ragazzo, è riuscita a realizzare il suo desiderio solo dopo anni di lotta con la burocrazia. Ci sono stati infatti diversi rinvii, poi il cambiamento del giudice assegnatario del giudizio. Quindi la sentenza. (p.g.)
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