Il grido di papa Francesco: «Questa economia uccide»

28 Marzo 2015

Lo scrittore Tornielli sottolinea il ruolo sociale della Chiesa cattolica moderna «Ma chi dice che il pontefice è marxista non conosce la dottrina sociale»

AVEZZANO. «Da quando avevo quattordici anni, ho iniziato ad interessarmi alle questioni del Vaticano».

Queste sono le parole con cui Andrea Tornielli, autore del libro “Questa economia uccide”, in collaborazione con Giacomo Galeazzi, ci ha introdotto l'argomento del proprio saggio. Sono intervenuti durante la conferenza il vescovo Pietro Santoro e il vicepresidente di Mcl (Movimento cattolico lavoratori) Antonio Di Matteo.

Chiave di lettura del testo è la visione di papa Francesco riguardo i temi scottanti dell'economia moderna, che pone in primo piano l'idolatria del denaro a discapito della dignità umana e dei lavoratori; un papa che cerca di riscoprire l’essenza della cristianità, in un mondo ormai immerso nella globalizzazione.

Nella parte conclusiva del libro, viene presentata l’intervista al papa che, per la prima volta, esprime apertamente il proprio pensiero economico, cercando di comunicare un forte messaggio di speranza che sproni i fedeli ad intravedere uno spiraglio di luce in una crisi ancora recuperabile.

Andrea Tornielli, cosa l’ha spinta a diventare un giornalista vaticanista?

«Quando ero ragazzo, nel 1978 venne eletto papa Luciani e da Chioggia, il mio paese natale, seguii i due conclavi con grande interesse, iniziando a conoscere coloro i quali sarebbero diventati miei colleghi e maestri. Mi sono laureato in storia della lingua greca e ho colto al volo l’occasione di diventare giornalista, seguendo così la mia vocazione».

Se papa Giovanni Paolo II ha accompagnato i giovani sulla piazza della chiesa e Benedetto XVI li ha invitati ad entrare seguendo regole ben precise, come si potrebbe definire il rapporto di papa Francesco con i giovani?

«Penso che papa Francesco rappresenti per i giovani una testimonianza di grande autenticità; riesce a farsi comprendere da loro, invitandoli a uscire dalla Chiesa per portare nel mondo il messaggio evangelico. È una personalità in grado di toccare l’animo dei ragazzi, come ha dimostrato nelle Giornate mondiali della gioventù del 2013 a Rio de Janeiro».

Ignazio Silone, nel suo libro “L’avventura di un povero cristiano”, descrive la sorte del pontificato di Celestino V. Si ritrovano delle affinità tra i due papati? Quale sarà la sorte di papa Francesco?

«Li accomuna l’idea di un profondo rinnovamento spirituale: Celestino tentò di ripulire la Chiesa dalla corruzione per ricondurla a una “Chiesa povera e per i poveri” , senza però ottenere risultati. Papa Francesco è in grado di prendere in mano le redini del governo ecclesiastico, chiedendo una testimonianza evangelica a partire dai pastori».

Papa Francesco è stato accusato di essere un marxista; è questa la realtà dei fatti?

«Chi, da oltre oceano, lo accusa di essere un marxista, leninista o comunista, non conosce nè la dottrina sociale della chiesa, nè le ideologie politiche citate. La sua forza è parlare, non agli economisti da economista, ma a tutti i fedeli interessati di economia, con parole semplici e spiazzanti, ponendo sotto i riflettori le pagine dimenticate della dottrina sociale della Chiesa cattolica».

Rosanna De Meis

Eugenia Michetti

Emanuele Biancone

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