Il jazz al tempo del Covid tornerà il 5 e 6 settembre

31 Luglio 2020

Confermati gli appuntamenti in città, tanti artisti in campo col Conservatorio Il ministro Franceschini: «Ora è ancora più importante continuare il festival»

L’AQUILA. Il jazz non si ferma. E, nonostante un 2020 minato dal coronavirus, torna «Il jazz italiano per le terre del sisma», manifestazione che, partita nel 2015 per far tornare a vivere il centro storico dell’Aquila, negli anni ha coinvolto anche Marche, Lazio e Umbria. Una nuova edizione, che pur rispettando norme di sicurezza e restrizioni da pandemia, non rinuncia al coraggio e alla condivisione, con 4 regioni coinvolte, 200 artisti chiamati a esibirsi, dieci palchi in altrettante piazze. In prima linea nell’organizzazione la Federazione nazionale «Il Jazz Italiano» – con il coordinamento operativo della Associazione I-Jazz – insieme a Mibact, Comune dell’Aquila-Progetto Restart, Siae, Nuovo Imaie. Il via il 29 agosto a Camerino con un evento musicale per poi dare inizio alla seconda edizione della Marcia solidale (una settimana di concerti e trekking nel cuore delle Terre del Sisma). La conclusione all’Aquila il 5 e 6 settembre con due giornate di appuntamenti più diluiti, ma comunque di grande musica.
Il 2020 segna anche il passaggio di consegne nella direzione artistica: Paolo Fresu cede il testimone a una direzione a tre voci, che cambierà anno dopo anno. A raccogliere l’eredità sono per primi Ada Montellanico (musicista, cantante e presidente dell’associazione “Il Jazz Va a Scuola”), Simone Graziano (musicista e presidente dell’associazione Musicisti Italiani di Jazz) e Luciano Linzi (direttore artistico della Casa del Jazz e del festival Jazzmi, consigliere dell’associazione I-Jazz). Diverse le novità annunciate, a partire dall’omaggio a tre musicisti scomparsi come Gianni Lenoci, Aldo Bassi e Carlo Conti. E poi una produzione originale dell’Orchestra del Conservatorio dell’Aquila insieme a Enrico Intra e premi alla carriera.
«Quando nel 2015 partimmo con l’idea di portare il jazz all’Aquila in segno di solidarietà per i territori colpiti dal sisma doveva essere un evento unico ed eccezionale», ha detto il ministro Dario Franceschini. «Il successo ci ha portato a renderlo un appuntamento annuale che in pochi anni è diventato un punto di riferimento del jazz italiano e internazionale. Adesso è ancora più importante continuare perché questo Festival diventa simbolicamente un momento di ripartenza per un settore che sta attraversando una profonda crisi». E per dare sicurezza a una manifestazione simbolo di rinascita e speranza è scesa in campo la Siae che ha firmato, col presidente Mogol, un protocollo per sostenere con 300mila euro in 5 anni il jazz italiano per le terre del sisma, oltre a 700mila euro per la ricostruzione del Conservatorio dell’Aquila. Tra gli artisti coinvolti Antonello Salis, Simone Zanchini, Stefano Cocco Cantini, Silvia Bolognesi, Ares Tavolazzi, Roberto Ottaviano, Pietro Tonolo, Mauro Ottolini, Fabrizio Bosso, Giovanni Guidi, Marco Colonna e tanti altri.