Il manager della Asl: addio ai punti nascita nel giro di un anno

15 Marzo 2015

Silveri: un decreto commissariale si applica, c’è poco da fare Domani la chiusura tornerà al vaglio del consiglio regionale

SULMONA. La chiusura del punto nascita avverrà molto prima dei due anni previsti in un primo momento. È lo stesso manager della Asl, Giancarlo Silveri, ad annunciare un’accelerazione delle procedure dopo aver ricevuto il decreto del commissario sulla sanità che impone la chiusura. «Il progetto di chiusura del reparto sarà ultimato la prossima settimana», conferma il manager, «quindi, credo che la chiusura avverrà molto prima dei due anni annunciati inizialmente. Il piano sarà analizzato dal commissario alla Sanità e una volta approvato dovrà essere messo in pratica. Per questo prevedo tempi più brevi».

Per Silveri, dunque, la chiusura potrebbe concretizzarsi in massimo sei mesi o un anno. «Purtroppo, quando c’è un decreto commissariale c’è poco da fare», aggiunge il direttore generale della Asl, «soprattutto non ce se la può prendere comoda nella sua attuazione». La confermata chiusura del reparto al terzo piano dell’ala vecchia dell’ospedale sulmonese impone delle modifiche anche al progetto dell’ospedale nuovo. Nella piantina dell’Annunziata bis, i cui lavori in ritardo di tre mesi dovrebbero partire da giovedì, il punto nascita è previsto nei 10mila metri quadrati dell’ala nuova, collegato alle due sale operatorie in costruzione e al blocco parto, per una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo di euro. «Dovendomi attenere al decreto viene meno il discorso della sala parto e della costruzione del reparto», continua Silveri, «né, nel frattempo, potrò assumere nuovo personale come mi chiede il sindaco, altrimenti la Corte dei conti potrebbe rilevare delle irregolarità nel processo di chiusura. Quello che dovrò fare, invece, è predisporre la rete di assistenza di Ostetricia sul territorio, implementare le ambulanze attrezzate per le emergenze e disporre il trasferimento del personale. Per questo credo che il processo si chiuda molto prima dei due anni». Sono sei i medici in servizio (una al lavoro da poco) nel reparto, più il primario Marina Tobia, sette ostetriche e dieci infermieri per 14 posti letto, divisi in 5 stanze. Intanto, domani tornerà in consiglio regionale la questione della chiusura dei 4 punti nascita di Sulmona, Penne, Ortona e Atri, già affrontata nell’ultima seduta in cui è stata bocciata la risoluzione di Forza Italia sulla sospensiva ai tagli. «La criticità della chiusura dei punti nascita resta ed è grave, soprattutto a Sulmona», conferma il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, «un territorio esteso con molteplici difficoltà e va affrontata in tutte le sue conseguenze di riduzione dei servizi erogati, nell'ambito della nuova pianificazione sanitaria che la giunta regionale si appresta ad elaborare in vista della uscita dalla fase di commissariamento».

Di Pangrazio, infine, fa notare che la risoluzione della minoranza non sarebbe stata risolutiva. «In effetti la risoluzione presentata dal centrodestra e respinta in aula rispondeva solo ad istanze strumentali delle opposizioni», conclude, «sul piano istituzionale, se fosse stata approvata, sarebbe risultata del tutto inefficace. Il consiglio, infatti, ha poteri d'indirizzo verso il presidente e la giunta regionale, ma non verso il commissario, che risponde direttamente al Governo».

Federica Pantano

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